MastelCard

25 Gennaio 2008 8 commenti

 

Giorni bui e minacciosi si addensano sulla nostra asfittica economia grazie all’irresponsabilità dei nostri politici, i più pagati, di gran lunga, al mondo, allo scopo di produrre un deficit pubblico fuori controllo, e impossibile, ormai è chiaro, da recuperare, soprattutto a causa dei loro appannaggi e pensioni miliardari, sol che si ponga mente a mazzette e benefit (trasporti, vitto, alloggio e agevolazioni di ogni genere, confessabile e no) che tendono a raddoppiare l’incredibile compenso mensile vicino agli €. 25.000,00.

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Filiera a norma, rifiuto sicuro

16 Gennaio 2008 25 commenti

Molto si discute in questi giorni di rifiuti e del loro smaltimento. Chiunque ne parla, ne scrive, ne protesta, più o meno civilmente.

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Free Burma!

4 Ottobre 2007 66 commenti
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Fasci, falci e lavavetri

21 Settembre 2007 7 commenti

 

L’argomento lavavetri mi attira da tempo ma, convinto dell’esistenza di argomentazioni non esclusivamente specifiche, attendo che la vicenda dipani le cause più definite, definitive anzi, che denunci, in altre parole, le sue reali motivazioni: ora che il magistrato non rileva margini di illegittimità in attività pur abusive, i provvedimenti delle amministrazioni locali furbescamente dirottano su disturbo e minacce. All’orizzonte si affacciano i posteggiatori.

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Carrocci e maiali

14 Settembre 2007 9 commenti
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Un fiore per Renato

4 Settembre 2007 8 commenti
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A Dio, Enrico

1 Luglio 2007 51 commenti


Ciao Enrico, amico di una vita, cinquant’anni tra un paio di mesi a vivere le stesse esperienze. Dai banchi del liceo alla maturità fine anni ’50, preparata insieme e sfociata nella distrazione della sera prima del tema di italiano… quel film, Il posto delle fragole, una mattonata incredibile della quale parliamo ancora pochi giorni fa. Dalla giurisprudenza, frequentata, studiata e sostenuta gomito a gomito alla pratica presso lo studio di tuo zio Fausto, apprezzato civilista della capitale. Il servizio militare da brillanti AUC ci separa per qualche mese, ma subito dopo le nostre vite riprendono a scorrere parallele, tu da giovane avvocato, io da legale di azienda. Il matrimonio nel 1969, io a febbraio, tu a luglio, il primo figlio l’anno dopo, io ancora a febbraio, tu a ottobre in case molto vicine, che ci consentono frequentazioni assidue, nel corso delle quali programmiamo gustosi week end nelle vicinanze di Roma e gradevoli vacanze sul mare del Salento dei miei avi. Poi ancora una femminuccia per me, che tu non riesci a replicare, nonostante una certa insistenza: altri due maschi, poi la resa. L’infoltimento delle famiglie ci indirizza verso dimore più capaci che le nostre finanze, non disprezzabili, ma neanche robuste, ci inducono a cercare nell’area metropolitana: anche lì faccio da guida, Mentana nel 1982, dove mi segui nell’arco di un paio di anni, forse meno. Una salute un po’ ballerina ci limita, ci insidia, ma non ci vince. Tu una forma grave, ma gestibile, di artrite reumatoide, io ipertensione, emocromatosi, tachicardia talvolta aritmica: entrambi impariamo a convivere con i nostri problemi. Le differenze vere sopraggiungono dall’esito delle prove: un linfoma maligno che mia figlia riesce a sconfiggere e, pochi mesi dopo, una forma statisticamente curabile di leucemia, stessa clinica ematologica romana, si porta via il tuo figlio più giovane intorno ai 15 anni… una luce si è spenta sulla terra, una nuova stella brilla nel cielo scrivi sulla sua pietra. Da allora, insieme a quella luce, qualche entusiasmo si affievolisce, inevitabilmente si comprime, la coscienza della caducità, della precarietà ci coglie entrambi, di nuovo, senza però compromettere il senso del dovere e il suo scrupoloso adempimento nei confronti di coloro che continuano ad allietare la nostra vita superstite, forse… solo un po’ più sola. Tu gli altri due splendidi figli, fonti di orgoglio e di soddisfazione, sapientemente guidati con la loro meravigliosa mamma, amica delle ore più spensierate, io con i miei e la loro mamma ineguagliabile, capaci di rendere desiderabile l’altalena di un vita altrimenti… normale e ora i due impagabili nipotini, nuovi figli senza l’onere della responsabilità… Faccio sempre l’apripista, riproponendo nella storia e nell’evoluzione della vita quella modesta differenza di età che mi assegna sei mesi più di te. Dalla tua bocca mai un lamento: Come va? Bene. All’ultimo chilometro il tuo scatto è irresistibile, e stamattina mi bruci e mi lasci… solo. Grazie del tuo ineguagliabile esempio, grazie al Signore che ti ha prestato a noi e che ora gelosamente ti custodisce nella sua gloria, in attesa dell’ultima riunione. Riposa in pace, Enrico. Amen. Giorgio.

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Bonaiuti e dintorni

16 Maggio 2007 22 commenti


Ricordo, nel corso degli anni ’80, un serio professionista che si chiamava Paolo Bonaiuti, ambiente finanza, Banca d’Italia, direi. Ritrovo all’inizio del terzo millennio uno con la stessa faccia e lo stesso nome, non più rampante, non più serio, non più professionista, portavoce di uno… di uno… no, non riesco non solo a dirlo, ma neanche a scriverlo. Parla, Bonaiuti, dell’iter parlamentare della disciplina del conflitto di interessi e cerca di convincere i malcapitati ascoltatori che la normativa in essere presso i paesi civili del resto d’Europa da noi non va bene, perché, da noi, è un attentato strumentale alla distruzione di una persona, di una testa, è un’aggressione verso il patrimonio, la famiglia (chissà se la prima o la seconda, DICO, non dico, perché poi il suo è l’unico partito che si rivolge ai cattolici… quelli veri, gli altri, a sinistra, sono finti, statalisti, leninisti, comunisti), il liberal di chi è sceso in campo (per i suoi figli? no… ) per la difesa dei nostri interessi che, a patto di coincidere con i suoi, diventano legge dello Stato. Paolo Bonaiuti, portavoce del più grande bluff della politica italiana, che davvero non ne aveva bisogno… del bluff, perché di Bonaiuti, in realtà, ce ne sono stati talmente tanti da non sapere dove metterli. Eh sì, perché la politica, in Italia, ha navigato, ed è affogata, nei bluff, dopo aver trasformato nel mestiere più redditizio del mondo un servizio sociale. E a proposito del dove e perché ci si scende (in campo, naturalmente… ), guardavo e ascoltavo stasera il presidente di Mediaset, per la serie bando al nepotismo… Parlava, Piersilvio (è proprio vero che solo in un paese comunista il correttore ti può sottolineare Piersilvio come errore ortografico… ancora, ma come, ho cliccato su ‘Aggiungi’… ), dell’acquisto di Endemol e dell’auspicio che la Rai avrebbe continuato ad averla tra i propri fornitori… però, il suo venditore di capelli mi sembra più serio di quello del padre ed è forse proprio questo che sembra renderlo più sereno, più conciliante, meno aggressivo, meno tutti a casa, anche se non ce l’hanno, la casa, quelli della sinistra comunista, statalista, leninista, gli altri insomma, i diversi da lui che, diceva sempre Bonaiuti, rappresenta il 50% degli italiani, con tanti saluti agli elettori di Fini, o di Bossi… Bonaiuti… se penso a chi si lamentava di Andreotti… Tornando un attimo al trapiantato sfigato di capelli (oh, sembrava andassero così bene, ma adesso non crescono e non crepano, eh… ), ha esultato per l’epica vittoria nelle amministrative siciliane, che l’economista bolognese ha definito non indicative a livello nazionale (ma dai… ). Non intendo assolutamente frappormi nello scontro di questi due titani della politica mondiale… rimarrei inevitabilmente mozzarellato, hamburgerato, sì, insomma, schiacciato, ma l’altra volta, l’arcoriano, non aveva preso il 100%, e comunque grazie alle cosche?… Giorgio.

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Buona Pasqua

4 Aprile 2007 49 commenti


Cambiano i tempi che passano: l’anno scorso mi chiedevo se non fosse possibile una diversa lettura quaresimale della passione di Cristo, una passione che mettesse fine a questo sacrificio perenne di conversione e di redenzione attraverso l’uccisione del nostro Signore. No, non bastano le poche gocce della circoncisione per salvare l’atroce ferocia della nostra umanità: il sangue di Cristo deve essere versato per intero e, perdonaci Padre, perdonaci nostro divino fratello, sembra addirittura non essere sufficiente: proseguono ovunque violenze e guerre che bramano altro sangue, anche il nostro, quello meno nobile. Mi piace, allora, inviare a tutti i fraterni amici di questo blog e agli eventuali viandanti occasionali, appena conclusa positivamente la fase diocesana della causa di beatificazione, gli auguri di questa Pasqua con le parole che il nostro amato Giovanni Paolo ci rivolse nell’imminenza dell’ultima Pasqua trascorsa insieme a noi, quella del 2005, pochi giorni prima del suo passaggio di vita in vita. Anche noi oggi, Pasqua di Risurrezione, con tutti i cristiani del mondo ripetiamo: Gesù, crocifisso e risorto, rimani con noi! Resta con noi, amico fedele e sicuro sostegno dell’umanità in cammino sulle strade del tempo! Insegnaci, Signore, parole e gesti di pace. Pace per la terra consacrata dal tuo sangue e intrisa del sangue di tante vittime innocenti; pace per i Paesi del Medio Oriente e dell’Africa, dove pure tanto sangue continua ad essere versato; pace per tutta l’umanità, sulla quale sempre incombe il pericolo di guerre fratricide. Da’ anche a noi la forza di una solidarietà generosa verso le moltitudini che, ancor oggi, soffrono e muoiono di miseria e di fame, decimate da epidemie letali o prostrate da immani catastrofi naturali. Per la forza della tua Risurrezione siano anch’esse rese partecipi di una vita nuova. Abbiamo bisogno di Te, Signore risorto! Rimani con noi ora e fino alla fine dei tempi. Fa’ che il progresso materiale dei popoli non offuschi mai i valori spirituali che sono l’anima della loro civiltà. Per l’invocazione dei tuoi discepoli di Emmaus, resta con noi, Signore, si fa sera… il buio e la notte scendono nei nostri cuori seminando malinconia, tristezza, paura… la tua luce, Gesù ci guidi, ci accompagni, illumini di nuovo la strada che conduce alla porta stretta della casa del tuo e nostro Padre. Buona Pasqua di pace e di fratellanza a tutti …ut unum sint. Giorgio.

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Mastrogiacomo 2: il ritorno

27 Marzo 2007 18 commenti


Ho ritardato qualche giorno la pubblicazione di queste riflessioni, scritte mentre Daniele era in volo verso Ciampino, per il dispiacere di mandare in pensione lo splendido bimbetto della foto dell’articolo precedente… Il titolo di questo è da tempi recenti, anche se non attuali: quello corretto sarebbe stato La Vergogna. Già, ma per chi? E no, perché qui, dove si parlava di una vita umana da salvare, alla quale se ne sono aggiunte per strada altre due, ne è stata salvata una sola, con manifestazioni di gioia da stadio da parte dell’interessato e inatteso menefreghismo per le altre. E allora la prima vergogna è indirizzata a chi ha stipulato questo contratto monco, orbo, partigiano. Andiamo avanti. Nel nostro belpaese siamo capaci di buttare in politica anche un requiem aeternam, figuriamoci il salvataggio di un giornalista di sinistra. La critica non è, peraltro, arrivata autoctona, ma promossa dalla più grande democrazia del mondo, che ha innescato, poi, quelle del vecchio continente, inglesi ovviamente, ma anche francesi e tedesche. Tutti benpensanti, tutte mammolette, tutti meravigliati e sconvolti da una trattativa fatta alla luce del sole. Eccolo l’errore: la pubblicità, di chi ritiene di agire per il meglio e di non avere, quindi, niente da nascondere. E allora la seconda vergogna è per la nostra opposizione che, al governo ha utilizzato gli stessi schemi e che, sotto spinte alloctone, anglofrancotedesche per uscire dall’equivoco, ha iniziato a criticare una scelta condivisa fino a distaccarsene del tutto, traendone anche la negatività in politica estera e la stucchevole, ripetitiva, cantilenante, piagnucolosa richiesta di dimissioni, promossa ancora prima della contestazione dei risultati delle elezioni e della pretesa di riconteggio dei voti dell’anno scorso. La terza vergogna è per i maggiori nostri coinquilini comunitari, che hanno trovato capacità e coraggio di espressione contrari, solo a rimorchio della predetta massima democrazia, che ha innescato, a ben riflettere, un indecente circolo vizioso. Ho già criticato il prezzo di certa informazione (cfr. il post quasi omonimo del 19 marzo scorso), affermando che …se è un loro bisogno che vanno cercando di soddisfare, perché noi veniamo bombardati per giorni, settimane, mesi da ansie, angoscie e dolori che, come nel caso della povera Alpi e del povero Calipari – lui però uno di noi, sul posto di lavoro, per così dire, inevitabile -, sono senza ritorno? / In altre parole, cosa e chi giustifica il costo speso di questa informazione? / Facciamo a capirci: non è qualunquistico menefreghismo il mio, ma semplice tentativo di inquadrare il loro impegno nelle nostre aspettative coscienti. Per questa ragione mi astengo dallo sventolare un cartellino giallo in faccia a Mastrogiacomo per averci procurato un mare di stress e per la sua esultanza, come dire, parzializzabile. Niente vergogna per lui che, nostro malgrado, ha sofferto abbastanza in proprio anche se se l’era andata a cercare (la sofferenza… ). Quarta e ultima vergogna per gli USA, che mai riescono a cogliere l’occasione per tacere, neanche il giorno dopo essere stati rimbeccati dall’Egitto che, accusato di insufficiente predisposizione al rispetto dei diritti umani soprattutto nei confronti dei prigionieri, li ha costretti al silenzio ricordando gli orrori di Guantanamo e i giornalieri filmati su violenze, spesso razziste, da parte delle locali forze dell’ordine. E qui concludiamo con l’inevitabile riferimento a quale sia la nostra parte politica serva di quel governo straniero, tributario di nazismo solo a Israele. E’ stato sostenuto, dalla destra reazionaria e nostalgica, che non possiamo prescindere dall’alleanza USA. Ma allora ammainiamo il nostro tricolore e alziamo una bandiera a 53 stelle e strisce: le ultime due acquistate in dollari, la nostra in fasci littori… dov’è il problema? Continuo a ricordare a me stesso che gli americani sono quei ragazzoni che esportano democrazia, giustizia, pace e vita a cannonate dove c’è il petrolio e assistono, complici e compiaciuti, a genocidi e pulizie etniche dove il petrolio non c’è, buttano giù con un reattore da caccia lanciato a non so quanti mach in una nostra splendida valle alpina una cabinovia uccidendo i venti occupanti e si portano via il pilota assassino assolto a casa loro, imprigionano una ragazzina ‘terrorista’ di nome Silvia Baraldini e ce la restituiscono vecchia e malata dopo 40 anni, assecondano ogni capriccio dei loro maestri israeliani in Medio Oriente (è di ieri la più recente stretta di mano a 64 denti Rice/Olmert) dove si consuma da quasi 60 anni, insieme all’ennesimo genocidio, la più turpe ipocrisia nucleare, ieri ai danni del Giappone, oggi anche dell’Iran, da parte del solo soggetto di diritto internazionale che abbia sganciato su territori civili bombe atomiche e che ora pretende di decidere chi debba detenere, e chi no, armi nucleari. E’ questo il paese che certa diplomazia destrorsa ci rimprovera di non assecondare lamentando, attraverso le parole di un vecchio pilotrapiantato incapace di accettare e rispettare la natura, una politica estera non usasservita. Dimostratemi, vi prego, che non è vero, ovvero cos’è che fraintendo. Giorgio.