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Mastel Group

4 Febbraio 2008

Per la seconda puntata di questo appassionante argomento, gossip  dei nostri tempi di magnaccia e papponi che, avendo consumato tutto l’attivo, sono ora costretti a nutrirsi a debito, nostro, il direttore di un noto quotidiano a diffusione nazionale racconta la storia di un giornale di un partito e di una famiglia bella come le altre, che mi piace riproporvi.

Beneficiari, i figli dei nostri cari Clemente e Sandra, ma non solo: il sessantunenne profeta di Ceppaloni – nato ventitré anni prima, ma lo stesso giorno di mio figlio, che il Signore mi perdoni – ha un cuore grande, che proprio non sa dire di no…

Once upon a time… c’era una volta – secondo l’incipit di ogni bella favola della nonna – il ministro della giustizia, Clemente Mastella genitore, unitamente a quella bella donna di sua moglie (parole sue… ) Sandra Lonardo, di due figli, Elio e Pellegrino.

Pellegrino convola, a sua volta, con Alessia Camilleri, ma questa è un’altra storia… anzi no.

Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa, uno sprint, uno schiocco di pollice/medio in più.

Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, diciamo maggiorenni, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.

Si chiama Il Campanile, con sede a Roma, Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, anche se ne ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano, a un giornalista dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un altro, nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!

Meno male che non c’è capitato Pecoraro Scanio, al quale il conflitto di interessi avrebbe certamente tolto il sonno…

Ma a che serve, vien fatto di chiedersi, un giornale come quello? Ma come, mammolette mie, serve a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa €. 1.331.000,00 (fatti due conti, €. 22,183 per ogni copia stampata ed €. 73,944 per ogni copia distribuita, ferma, per tutte, la comune destinazione alla discarica, senza essere lette). E che fa di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una intera vita di lavoro?

Che fa?

Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, fa un contratto robusto con un giornalista di grido, uno di quelli capace di dare una direzione, una sterzata vigorosa al giornale, un opinionista in grado di indirizzare i lettori, insomma, magari di far loro cambiare idea.

E così fa…

Un contratto da €. 40.000,00 all’anno. Con chi? Ma con se stesso, naturalmente… ma vi devo dire proprio tutto, ragazzi, eddai…

Dicevamo, allora, contratto con Mastella Clemente, iscritto all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui… Embèh? Se è bravo, non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche…

Andiamo avanti.

Bene, chi vuol fare del giornalismo serio, deve essere presente dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicino alla gente, in medias res. Quindi è necessario spendere per i viaggi. E Il Campanile spende, uuhù se spende… nel 2005, €. 98.000,00 per viaggi aerei e trasferte. Volano, soprattutto, e comunque sopra a noi, Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Elio, tra l’altro, è tanto appassionato di voli, angioletto… lo trovano su un aereo di Stato, dotato di biglietti per la tribuna VIP, nel corso di un faticoso trasferimento verso il gran premio di formula uno di Monza, insieme a babbo Clemente, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci fa sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, ci fa… perché, cos’altro?!?

Tornando, quindi, al giornale, parliamo di destinazioni. Dove vanno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li finanzia per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che vanno a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. E’ aprile del 2006. Da allora – assicura l’editore – non ci sono più viaggi a carico del giornale [l'abbiamo capito, ministro... infatti scrivo sopra gli ultimi biglietti].

Forse anche perché  entra nella favoletta  la curiosità di quell’impiccione  di Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicina ai conti de Il Campanile.

Ma il magistrato De Magistris non è quello al quale il ministro della giustizia, Clemente Mastella, manda tutti quei controlli, uno a settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ma sì, è proprio lui! Ma che gli si deve fare, possibile che non capisca? Capisce, capisce… Qualche giorno fa, potenza degli editori, a fine gennaio 2008, al termine dell’esproprio proletario di tutti i suoi incarichi da parte del CSM, si dimette… (anticipando di poco, voce del profeta che grida nel deserto, il fedelissimo Clemente, che riscatta gratuitamente il proprio cartellino e lo cede alla dx a titolo oneroso).

Un giornale tanto rappresentativo, infine, promuove e custodisce accuratamente la propria immagine.

Il Campanile, infatti, spende €. 141.000,00 per rappresentanza e €. 22.000,00 per liberalità: no, no, non sono donazioni ai sacerdoti o per la fame dei bambini africani, no, no, sono regali ai… conoscenti (a proposito, c’è nessuno che me lo presenterebbe, ché c’ho da fare costosi lavori di consolidamento a casa e cerco finanziamenti… gratuiti naturalmente). Gli ordini vanno, tra gli altri, alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

A proposito di trasporti e spostamenti, poi, la Porsche Cayenne (4000 c.c.) di Pellegrino Mastella consuma, di benzina, €. 2.000,00 al mese, beato, anzi santo, ragazzo, neanche una volta e mezzo lo stipendio di un metalmeccanico. E… dove si rifornisce? Ma con tutto comodo, presso il distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, proprio dietro l’angolo di villa Mastella, quella con il parco intorno e la piscina a forma di cozza. E… chi paga il conto? Ma basta con queste torbide insinuazioni, chi volete che lo paghi… Il Campanile, che ha sede a Roma. Miracoli dell’ubiquità; neanche quattrocento chilometri per andare a fare benzina, ma è soprattutto da sfruttare (quando si dice oculata amministrazione, segreto di ogni impresa sana… ) l’opportunità di comodi pagamenti trimestrali. A proposito, una curiosità… ma con un pieno si fa un’andata/ritorno Roma-Ceppaloni o tocca riempire anche qualche fusto, per percorrere magari qualche centinaia di metri di rappresentanza anche nella sede di lavoro?…

A proposito di sede, la prossima favola è proprio la compravendita della sede del giornale. Parleremo anche del prezzo di acquisto dal vecchio proprietario, signor Inail e signora - secondo l’annuncio-clienti di un usciere della banca dove ho mosso i primi passi nel mondo del lavoro (no, no… Mediocredito del Lazio, non Banca Rasini di berluscone padre) … dottò, il signor Caracciolossigeno Sud e signora –  e del canone di locazione all’editore, Clemente Mastella.

Per soddisfare almeno un primo briciolo di curiosità, vi presento, frattanto, gli acquirenti ai quali non avreste mai pensato: due giovani immobiliaristi d’assalto, due ragazzi pieni di iniziativa: Pellegrino ed Elio Mastella.

Basta ragazzi, fuori di casa, andatevi a guadagnare un tozzo di pane con il sudore della fronte, come tutti gli italiani… di dx, ché quelli di sx, comunisti, statalisti, leninisti, Roma ladrona, lo rubano ai poveri lumbard.

 

Giorgio.

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  1. Stefania
    4 Febbraio 2008 a 19:16 | #1

    Allora l’UDEUR ci lascia.

    A prendere tale decisione che, oltre allo stesso partito, coinvolge il governo eletto dal popolo sovrano, è stato lo stesso Clemente, dimostrando, così, in quale miserabile considerazione tiene il parere degli elettori. D’altra parte, con l’inquinamento che ha subito la politica, si va dal partito/azienda di Berlusconi, al partito/famiglia di Mastella, transitando per il partito/quattrogatti.

    Gli elettori hanno votato l’UDEUR, concedendo una rappresentanza alla Camera di 14 deputati, come facente parte di una coalizione, con un preciso programma e con un residuo di ideologia sociale. Tutto questo per Mastella non conta, anzi lo disprezza, perché si sente collocato tra gli intoccabili, proprio quando ha meritato di essere toccato. L’insegnamento che ha recepito è quello di considerare la struttura politica del partito come una proprietà privata che, come tale, può essere venduta, barattata.

    E’ chiaro che il Berlusca ha vinto la sua personale battaglia con Mastella; una battaglia incruenta, senza sangue, composta di scaramucce di apparenza, utili solo a definire il prezzo del tradimento degli elettori.

    Di promesse il cavaliere può farne tante, anzi tantissime, ma ciò che guarda è il patrimonio che Mastella vende: un patrimonio valutato in circa 400.000 voti, che il buon Clemente ritiene gli appartengano di diritto e che il cavaliere acquista in blocco, senza fare prigionieri; in cambio Mastella riceverà la promessa di un Ministero o altro, mai denaro contante, così può sentirsi incorruttibile e incorrotto, ma certamente di un valore maggiore di 30 denari.

    Che grande boiata tutto questo e con l’aggiunta della sua sposa regina coperta dai suoi vassalli di petali di rose, mi domando sempre se l’italiano è un popolo pensante o no.

    NEL VENTENNIO TUTTI a P.zza Venezia a gridare Duce Duce… meno mio padre, per fortuna.

    Con gli americani erano diventati tutti partigiani.

    Che ci possiamo fare, dalle mie parti nella grande gruviera c’è scritto un popolo di navigatori… poeti… santi… eroi, mi viene un dubbio… saranno finiti tutti in Parlamento per il nostro bene?

  2. Giorgio
    4 Febbraio 2008 a 19:49 | #2

    Pazienza, Stefania, proveremo a farne a meno, anche perché parto dall’idea che certa gente, come Bossi per l’altra sponda, sia meglio perderla…

    Credo che le ideologie non abbiano mai sfiorato il boss di Ceppaloni, che ricordo insipido portavoce di De Mita, esemplare epigone della nostra società che largamente privilegia l’apparire all’essere.

    Mio papà a Piazza Venezia comandato, Reali CC, mi ha detto di esserci sempre andato solo per obbedienza; mia mamma, scuola di taglio con suo metodo registrato, si è sempre vantata di non aver mai accettato la tessera del partito, nemmeno quando le minacciarono il ritiro del brevetto: alla base, forse, l’indisponibilità alle prepotenze, essenza, peraltro, del fascio… e tutto torna.

    I fascisti si travestono da partigiani, poi da poeti, santi, eroi e navigatori. Tutti in Parlamento? Quelli a vela senz’altro.

  3. 5 Febbraio 2008 a 11:31 | #3

    Certo che è proprio proficuo fare il politicante! Però che schifo! E’ possibile che con tutto quello che hanno a sbafo nostro non abbiano l’intelligenza, umanità o furbizia, di dividerne anche con la parte indigente dei cittadini! Ho paura che con le imminenti elezioni e l’alta probabilità che vinca la destra, si continuerà a fare questo e più di questo! Tanto se provi a manifestare ti pestano se ti va bene, male che vada ti ammazzano, ma poi tanto c’è l’indulto! E a proposito di legge elettorale ci permettessero di votarli noi uno per uno i parlamentari! Ciao!

  4. Tiziana
    5 Febbraio 2008 a 11:49 | #4

    Premetto che la parola che dovrò digitare è ‘sdegna’.

    Mi sembra più che appropriata vista la situazione politica del momento. Mi permetto di non controllare nel vocabolario di latino e di tradurla con ‘indegna’.

    Indegna politica, indegni discorsi, indegno comportamento dei nostri polici (anti?).

    Temo proprio che anche questa volta non avremo l’onore di eleggerli noi uno per uno i futuri ‘governanti’.

    Ciò mi ‘sdegna’ e non solo. Io ci avevo sperato in una nuova legge elettorale (peggiore di questa non avrebbe potuto essere). Evidentemente sono una sempliciotta, inguaribile romantica e troppo ottimista.

    Un bacio sdegnato.

    Tiziana.

  5. Giorgio
    5 Febbraio 2008 a 13:21 | #5

    Due piccioncine (oddio… ine, ina… ) con una fa… con un semino.

    La legge elettorale, mi sono convinto scrivendo da Dario sul link che ho lasciato da Fede, va bene così: dice la sx che non averla cambiata è stata un’occasione perduta… non credo, perché riusciremo a levarci dai co… di torno il ‘nano malefico’ prima dei canonici 5 anni, se è vero che quella vigente non garantisce la stabilità e la c.d. governabilità.

    Ciae.

  6. Stefania
    5 Febbraio 2008 a 13:51 | #6

    Nel nostro bel paese non è solo la politica ad essere in crisi.

    E’ l’intera società italiana a rischio un periodo difficile, sia dal punto di vista della legalità, della situazione politica, ambientale e delle comunicazioni.

    Certo, quello che è avvenuto in Senato durante il voto di sfiducia contro il governo di centrosinistra non è pensabile in nessun Paese civile, non ci fa onore il casino fatto dalla destra italiana che brinda con spumante e mangia mortadella a palazzo Madama, tra gli insulti dei vari senatori.

    A vederli mi ha fatto pensare al ventennio, alla salita di mussolini, il nostro paese è sempre più povero e sempre più razzista, qualcosa di molto profondo si è rotto nella nostra società.

    E’ una mia sensazione, e vorrei tanto sbagliarmi, a me sembra che il popolo, quello della costituzione che dice che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo, voglia a gran forza un duce, magari con altre vesti e bandana, con sciarpa alla francese…

  7. Tiziana
    5 Febbraio 2008 a 15:21 | #7

    La parolina questa volta è ‘pote’.

    Ma questo blog per caso ce l’ha con me?

    ‘pote’… può stare per ‘potare’?

    In questo momento ci sono nel mio cortile quattro loschi figuri che stanno potando gli alberi che devono fare ombra, ma permetterci di fare manovra con il camper.

    —-

    ‘pote’ può stare per ‘possiamo’?

    Ce la possiamo fare, almeno io ci spero, ci conto.

    Supereremo anche questa di crisi di governo, sempre sperando in un miglioramento. Io avevo sperato in qualcosa di più.

    —-

    ‘pote’ può stare per ‘appena se ne vanno faccio il mio pisolo pomeridiano, perché questa sera devo uscire con A. e la sua squadra di ballo’?

    Uscire con lui/loro mi fa sempre molto piacere, anzi, mi dà felicità, ma il mio pisolo…

    —-

    ‘pote’ può stare per Stefania può farsi passare le colichine e decidersi una volta per sempre a frequentare un corso di ballo? Io ci spero. Lei dice di essere negata, ma io sostengo che non è vero.

    —-

    ‘pote’ può stare per posso abbracciarvi tutti?

    —-

    Insomma, pote o non pote vi spiaccico un bacio dolce (ho appena mangiato le sfappole) in faccia.

    Tiziana.

  8. Stefania
    5 Febbraio 2008 a 17:15 | #8

    La prima parolina che mi viene in mente è… ANNAMO a votà subito con la legge vigente. ANNAMO A FA quello che ha voluto Berlusconi e che è stato per forza accolto, dato che tutti i suoi sono prontamente rientrati sotto il tetto e i proclami di Veltroni si sono spezzati contro la trappola del Cavaliere. ANNAMO a vède conseguenze che potrebbero essere molto gravi, ANNAMO, e spero che ci metteremo il massimo di resistenza decisione forza e convinzione e senza tentennamenti.

    Anche se ve debbo confessà che il reflusso gastrico si è accentuato.

  9. Piero
    5 Febbraio 2008 a 22:54 | #9

    Quello che mi rattrista, è che di “corti dei miracoli”, come quella di Mastella, ce ne sono a iosa (tutte rigorosamente mantenute da noi contribuenti)!

    Ha ragione Stefania, quì va tutto a scatafascio (é questo suffisso: “fascio” che più mi inquieta)!

    Sono sempre più convinto di non andare a votare affatto!

    Piero.

  10. Stefania
    5 Febbraio 2008 a 23:23 | #10

    Piero secondo me tra un conato e l’altro ci tocca andare per forza, io avevo giurato che non ci sarei mai più andata, ma ho troppa paura.

    Pensa loro al potere e a Roma, come sindaco, Fini o Alemanno, sia ben chiaro non è che la politica di wuolter mi piaccia, ma quello che si paventa è veramente l’ultimo sussulto per un paese diciamo democratico.

    Non faccio che dire e pensare che è meglio andarsene, la paura è tanta ed anche lo smarrimento.

    Non mi ritrovo da nessuna parte, non ho un referente ideologico e questo mi crea dei disagi enormi, il governo uscente ha fatto una pessima figura, anche se poi tendo a giustificarlo e a dire mi tengo questo.

    Ciaooo.

  11. Giorgio
    5 Febbraio 2008 a 23:50 | #11

    Piero 1 e Stefania 2… sono, proprio nell’ordine, le fasi delle mie riflessioni sul “voto/non voto”.

    Dopo il penoso voltafaccia di Di Pietro sulla commissione parlamentare sul G8, avevo deciso per il no, tanto màgnano tutti insieme nelle nostre tasche senza pudore, senza vergogna.

    Il che resta vero.

    Ma il rischio del nano è reale.

    Chi ha voluto andare al voto senza cambiare regole inadeguate è lui, perché sente la vittoria in tasca… proviamo a sfonnajela ‘sta tasca, ma con il voto… poi basta, nessuno più ci merita… ‘fanculo.

  12. 6 Febbraio 2008 a 3:46 | #12

    Giorgio, hai messo una foto che mi dà l’orticaria… (Mastella e gentile consorte mi fanno quest’effetto).

    L’argomento del voto o non voto è talmente inflazionato e io non posso che aggiungere che non lo so se andrò a votare….non so più per chi a questo punto.

    Sì il pericolo dello psiconano c’è, ma siamo circondati da persone “inette”.

    Vado a dormire, ché è meglio…

  13. Piero
    6 Febbraio 2008 a 22:32 | #13

    Comincerò con lo sfogliare la margherita (non il partito, s’intende): m’ama… non m’ama… voto… non voto…

    Va bene far un dispetto al nano, ma non vorrei “castrarmi” per fare un dispetto “alla moglie”!!!

    Piero.

  14. Luna
    6 Febbraio 2008 a 22:46 | #14

    Giorgio caro, vorrei non essere così stanca e tentare di leggere il tuo post fino in fondo. Ma l’argomento m’interessa troppo per rischiare di farlo ad occhi chiusi… o quasi… torno appena il lavoro mi consentirà di uscire dall’ufficio ad un’ora decente…

    La mia assenza tra le tue pagine lo sai che dipende sempre e solo da questo. Dal mio cuore non ti allontano mai.

    Spero tu stia bene, per me si avvicinano i giorni del ricordo…

    Luna

  15. 7 Febbraio 2008 a 9:22 | #15

    Ciao amico caro, ti lascio un saluto e un abbraccio. Purtroppo in questo periodo sono oberata di impegni e comunque sono anche amareggiata perchè mi sono resa conto che (parlo per me) è un periodo “spento”, i contatti tra gli amici virtuali stanno scomparendo e basta fare un giro per renderti conto che alcuni hanno chiuso il blog, in altri non si entra e altri ancora, assorbiti dai doveri quotidiani sono fermi da mesi… davvero un peccato, e che delusione!!!… ma ora con PIACERE vedo che tu hai ricominciato a scrivere !!! comunque i veri amici, se pur ‘una tantum’, fanno sentire la loro presenza o con un sms o con una telefonata o lasciando un saluto nel blog!… un abbraccio “fratellone” (no comment per il post, il lavoro mi chiama…)

  16. Stefania
    8 Febbraio 2008 a 14:08 | #16

    Allora tanto per cominciare il caro e democratico Fini va con lo psiconano nella stessa lista e identico simbolo, seguìto dall’ultra demo di Alemanno, che ora non fa piu’ il picchiatore insieme a Storace e tanti altri.

    La lega mi pare una federazione, ma forse erro.

    Mastellone non ho capito ancora che ruolo avra’ con loro.

    Chi mi rimane il grande Wuolter, lui si vero democratico che corre da solo, fatti gli accordi di spartizione e alleanze (l’America non se tocca può fa guerra a tutti) con il cavaliere, ha detto va avanti tu che a me me viè da ride.

    Intanto si rinforza e con grinta ha deciso di toccare tutte le citta’ d’Italia, con benedizione urbi et orbi (si scrive così?).

    La sinistra, quella cattiva, non ho capito un tubo di quello che farà… non che m’interessi molto.

    A questo punto aspetto le vostre impressioni in merito.

    Baci.

  17. 8 Febbraio 2008 a 14:23 | #17

    Cara Stefania

    vincerà lo psiconano… la sinistra è troppo frammentata. Ce lo cuccheremo per altri cinque anni… questa è la triste realtà.

    Ciao. Puoi mandarmi per e-mail il tuo telefono di casa ed il cell.?

    La mia mail la sai, comunque è: patriziamusica@tele2.it.

    Grazie.

    P.S. Io, nel mio blog, mi sto divertendo come una matta…. spero sia cosi’ anche per te e Giorgio.

    Patrizia.

  18. Giorgio
    8 Febbraio 2008 a 15:52 | #18

    Divisi si perde… loro lo sanno, ma hanno dimenticato le riforme… Bossi, Storace, Mussolini (a proposito di orticaria… ) – senza contare Casini e Mastella (che farà?… ma che deve fà?… la vela) – credo siano ormai sufficientemente affrancati e lo stesso Fini mi sembra più ‘out’ che ‘in’… correre insieme è solo una tattica per vedere chi e quanto potrà tirare la catena… per affogare il compare nella tazza del cesso. La fretta è sempre pessima consigliera, anche se l’offerta wuolteriana di modifica in tre mesi, dopo due anni di chissenefrega, era palesemente una presa per il colon.

    Finirò con il votare il tuo amico, Stefà, solo per il tentativo disperato di scongiurare la mafia di Arcore, ma poi basta… mi sento complice, me paro Angeletti.

  19. Stefania
    8 Febbraio 2008 a 19:00 | #19

    Giorgio, ma quale amico, io mi sento orfana e senza riferimenti… avevo giurato che mai e poi mai avrei ripreso la tessera elettorale in mano.

    Come mi ritrovo… andare a Canossa derubata e con le ceneri sul capo.

    ====================================================

    Ehi guardate che la parola chiave da digitare e’ GODE… andava bene per il blog della Patty

  20. Giorgio
    8 Febbraio 2008 a 19:38 | #20

    Alla prossima, Stefania, stavolta non possiamo… abbiamo una coscienza, civile e politica, da salvaguardare… lo psiconano c’andrà ugualmente, ma almeno spiritualmente il nostro dovere lo avremo fatto per intero, come la volta scorsa che votai Prodi con il naso turato, senza utile apparente…

    Allora domenica vai a Milano a recuperà ‘ste ceneri?

  21. 8 Febbraio 2008 a 20:55 | #21

    Ciao a tutti! Io mi pongo un’altra questione, che il nanetto riesca a vincere è altamente probabile, ma con questa storia della prima lista per dargli del filo da torcere almeno nel sospirare il conteggio delle schede mi toccherà votare per il partito democratico, anche se in realtà preferisco la cosa rossa o partito dell’arcobaleno!!! :-D :-P

  22. Stefania
    8 Febbraio 2008 a 21:52 | #22

    A Wuolter non credo di riuscirci, mi si spunta la matita, ma per ora sinceramente nemmeno ho pensato bene.

    Giorgio ma pensa tu mi vengono le parole da digitare inerenti al personaggio, questa volta… ‘sedere’… io pure poi basta altro che Angeletti

  23. Giorgio
    8 Febbraio 2008 a 23:09 | #23

    Bèh, non mi pare un bel servizio al bipolarismo quello di Veltroni, che ci costringerà a tornare al ‘non disperdere voti’… ma è un rischio grande, perché la gente s’è stufata davvero… con tutti gli inciuci che girano e quelli promessi… o promossi, non conosco nessuna persona onesta e con un’anima che sia certa di andare al voto, a cominciare da me.

    Hishtar, qui le faccine non vengono… nun ce provà…

    A proposito di paroline digitalizzande, Stefà, la mia è ‘tinto’… ma ché se vede?…

  24. 9 Febbraio 2008 a 11:04 | #24

    Uffa!!! :-(
    Sono così belline le faccine ma ci sono altri modi per farle:
    :o )
    :-)
    Buona domenica e la frase di ingresso per me è: test, chissà cosa vorrà dirmi!!!

  25. STEFANIA
    9 Febbraio 2008 a 17:03 | #25

    CASINI – «Sappiamo che Berlusconi sta cercando di dar vita a un partito unico, sta abbozzando un processo di unificazione con An, Forza Italia, Mastella, Dini, Storace e la Mussolini. A parte il fatto estetico, per un guazzabuglio di questo genere l’impatto elettorale è tutto da verificare», ha aggiunto D’Alema, il quale non ha risparmiato critiche a Pier Ferdinando Casini: «Cerca disperatamente di rimanere aggrappato a Berlusconi, anche a costo di umiliazioni piuttosto gravi che ha dovuto subire. O Casini ha il coraggio di scegliere la libertà o c’è il rischio che una parte dei suoi elettori scelga la libertà e che la Rosa bianca diventi competitiva.

    ==================================0

    PENSARE ALLA MUSSOLINI E STORACE……..mi collassa io mi chiedo sempre se gli Italiani hanno un cervello pensante

  26. Maria Laura
    11 Febbraio 2008 a 13:31 | #26

    Ciao Giorgio, mi permetto di segnalarti questo:

    http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-5/doppio-rimborso-ai-partiti/doppio-rimborso-ai-partiti.html

    Sicuramente lo sapevi già… io no! L’ho trovato citato nel blog di una persona che ha scritto da Federico.

    Soldi soldi soldi… ciao a tutti/e.

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