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Archivio Marzo 2006

Tempo di Quaresima

31 Marzo 2006 26 commenti


Tempo di conversione, tempo di pentimento, tempo di perdono.
Come tutti questi venerdì sono andato alla celebrazione della Via Crucis nella mia parrocchia, dove ci ritroviamo, non solo gli stessi, ma sempre più numerosi, a pregare e riflettere sugli episodi della strada dolorosa che Gesù Salvatore ha voluto percorrere per immolare sulla croce la sua vita per noi, per sottoscrivere nel suo sangue la nuova, ed eterna, alleanza con il Padre, suo e nostro.
In un crescendo di tristezza, di malinconia, di angoscia, leggiamo insieme i commenti che spiriti eletti hanno lasciato alla nostra meditazione: oggi abbiamo ripercorso le parole di madre Teresa, della quale voglio proporvi, di seguito, la preghiera finale.

Trova il tempo di pensare,
è la fonte del potere;
trova il tempo di pregare,
è il più grande potere sulla terra;
trova il tempo di ridere,
è la musica dell’anima.
Trova il tempo per giocare,
è il segreto dell’eterna giovinezza;
trova il tempo per amare ed essere amato,
è il privilegio dato da Dio;
trova il tempo di dare,
la giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere,
è la fonte della saggezza;
trova il tempo di essere amico,
è la strada della felicità;
trova il tempo di lavorare,
è il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità,
è la chiave del paradiso
.

E’ vero che non bisogna lasciarsi influenzare dalle dimensioni, ma quanto amore indiscriminato, quanto realismo sociale in una donna così, così… bambina.
In questo periodo nel quale i valori tradizionali, il rispetto della vita soprattutto, si vanno irrefrenabilmente assottigliando, guardiamo a lei, madre e sorella dai sentimenti semplici, che tutti possiamo comprendere e trasmettere senza pudore, senza rispetto umano.
E possiamo, infine, applicare.
Con tutto il mio affetto.
Giorgio.

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Il cieco e il pubblicitario…

28 Marzo 2006 14 commenti


Ho letto in questi giorni una notizia che mi piace condividere con voi.

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”.
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario, tornato dal non vedente, notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
Il pubblicitario rispose: “Niente che non fosse vero – Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.
Il non vedente non seppe mai che sul suo cartello c’era scritto: “Oggi è primavera… ed io non la posso vedere”.
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio
.

E allora, quando Manuela mi ha letto questa nota mentre eravamo in auto, mi è venuto da chiedermi: ma è proprio sicuro che sia solo una questione di strategia?
Ma non è finita… c’è ancora un codicillo…

Se non invierai questa storia ad altre persone non ti succederà proprio niente; mandala invece a tutti coloro che, secondo te, meritano di vedere la primavera, anche se a volte è dura… A tutte le persone che vorresti vedere sorridere sempre, perché con il loro sorriso rendono migliore il mondo.

Ebbene sì, a questo punto mi sembra proprio una questione di strategia.
Cos’altro potrebbe essere questo mio desiderio di condividerla con voi, per essere tutti insieme vicini a chi è stato toccato di recente da un grande dolore e a chi lo sta ancora vivendo, magari con riservata partecipazione?
E’ sempre quel dolore straordinario veicolo di amore che accoglie il sofferente nell’utero del mondo dove i fratelli possono accoglierlo e coccolarlo perché il loro calore lo fa sentire non più solo, lo fa guarire almeno nello spirito?
La fede, eterna primavera dell’amore?… l’amore, eterna primavera?…
Giorgio.

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Una mimosa global

9 Marzo 2006 70 commenti


Tengo a tutti voi, motivo di questo blog, tengo a ciascuno di voi per il continuo scambio di opinioni che civiltà di confronto, educazione, sensibilità e specificità consentono con arricchimento reciproco, tengo, in particolare, a ciascuna di voi, perché così fatto sono uscito dalla meravigliosa esperienza della creazione, innamorato, complementare dell’altro sesso: la donna, la perla della mia natura.
Ieri, sera dell’8 marzo, erano passate da almeno un quarto d’ora le 23, facendo un giretto, ho notato auguri e gradimenti un po’ dovunque, post e commenti su donne e mimose e mi sono detto ‘Ohibò, mi sto comportando male… ‘.
Data l’ora, che mi avrebbe inesorabilmente fatto slittare al giorno dopo (oggi) se avessi optato per auguri personalizzati, mi sono messo in punta di mouse un commento e l’ho lasciato acriticamente in tutti i blog:
Non amo le feste “global”, ma non vorrei che ci rimanessi male. Quindi, in extremis, gli auguri “global” che preferisci. Giorgio.
Apriti cielo…
Dal cielo aperto ho tratto la necessità di chiarire: perché questo testo?
Bene, non mi piace questa data, nel senso che non condivido la connessa celebrazione, festa o lotta che sia, che sento comunque collegata, nel mio intimo, al ’68 (ho preso in prestito la tua foto Faby, in caso di necessità riprendila pure senza remore… ) e quindi, secondo il mio personalissimo punto di vista, fortunatamente condiviso da Manuela, a quel tipo di contestazione dalla quale la donna, sempre a mio parere, non si è ancora risollevata: l’autoghettizzazione, ‘l’utero è mio e lo gestisco io’… e simili.
La parità io ce l’ho nel sangue, al punto, addirittura, che il femminismo l’ho or ora definito autoghettizzazione: sono contrario, assolutamente contrario, alle quote rosa o riserve varie.
Le donne, spiritualmente e psicologicamente identiche all’uomo, sono del tutto in grado di scalare qualsiasi posizione… a tutti noi, uomini e donne, compete preservare e sorvegliare, che niente e nessuno glielo impedisca o glielo renda più difficile che all’uomo.
Non la donna più dell’uomo, prima dell’uomo, meglio dell’uomo: c’è stata, e purtroppo c’è ancora in tanti Stati, un’assurda sottovalutazione della donna, ma uomo e donna sono fatti per stare insieme a livello paritetico, senza pregiudizi, senza prevaricazioni e senza preferenze, neanche a titolo di penale o di inconcepibile, iniquo compenso per il riequilibrio necessario e doveroso dove manchi.
Che significa in Parlamento almeno il 50% di donne? Ma allora facciamo consultazioni separate, mi sembra un ragionamento da preistoria, come se dicessimo l’X% di cristiani o l’Y% di bianchi, neri o a pois. In Parlamento ci va chi viene eletto secondo le norme dello Stato, che riflettono la valutazione degli elettori. Riserve di tal fatta, alla lunga, assumerebbero significato opposto a quello che ne avesse, in un primo momento, giustificato l’introduzione: torneremmo alla ghettizzazione, al matriarcato, ma perchè?…
Sperando di essere stato chiaro, resto a disposizione di chiunque ritenesse utili ulteriori approfondimenti.

Giorgio.

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