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Archivio Febbraio 2006

Ci salvi chi può…

23 Febbraio 2006 41 commenti


Copio e incollo, e dopo commento e suggerisco, direttamente dal blog di Patrizia, madre orfana ed erede di Federico, ‘rimasto’ trucidato, povero ragazzo diciottenne, su una strada del ferrarese, la mattina del 25 settembre 2005. Un ‘destino’ crudele al quale si affianca, come rilevato proprio da Patrizia, accorsa idealmente dietro al suo feretro, quello di Cristian Scantamburlo, trentatreenne brigadiere CC, trucidato da un assassino – evaso da permesso premio nel maggio 2001 e ancora evaso da nuovo permesso premio il 6 febbraio scorso – sempre nel ferrarese, in un’altra livida mattina, quella del 12 febbraio 2006.
Vittime e carnefici, carnefici e vittime.

23 febbraio
Ieri abbiamo potuto leggere la perizia del medico incaricato dal Pm. Nello stesso momento, in Procura, si teneva una conferenza stampa per commentarla ai giornalisti. Come da lui stesso annunciato, il dr. Malagutti, medicina legale di Ferrara, ha tratto conclusioni diverse dai miei periti (medicina legale di Modena e Ferrara).
La sintesi conclusiva dei miei dice che il cuore di Federico si è fermato per “anossia posturale” protratta per diversi minuti, aggravata inoltre da almeno un poliziotto inginocchiato sulla sua schiena. Cioè Federico fiaccato (come da foto) e terrorizzato, quindi con chissà quale batticuore e bisogno di aria, in quella posizione prona a terra, con le manette dietro la schiena (e non aggiungo per ora altri dettagli), non riusciva a respirare. In più gli sono saliti sulla schiena.
La conclusione dei consulenti del Pm recita: “la causa e le modalità della morte di A. risiedono in una insufficienza miocardica contrattile acuta, sostenuta da una condizione di stress psicofisico, determinante massimale stimolazione simpatica, responsabile dell’incremento dell’attività cardiaca e quindi del suo fabbisogno di ossigeno, non adeguatamente supportato per l’indebolimento funzionale dei centri respiratori bulbari conseguente all’assunzione di eroina, ketamina ed alcool”.
Traduco con parole mie e commento: “insufficienza miocardica…”: il cuore si è fermato.
“sostenuta da condizione di stress psicofisico”: vedi foto, manganelli rotti, lotta per fuggire, paura.
“determinante massimale stimolazione simpatica”: tutto il suo organismo cercava di reagire a quello stress, adrenalina altissima.
“responsabile dell’incremento dell’attività cardiaca e quindi del suo fabbisogno di ossigeno”: è chiaro che il suo cuore quindi batteva fortissimo e aveva bisogno di ossigeno.
“non adeguatamente supportato per l’indebolimento funzionale dei centri respiratori bulbari”: era in condizioni di indebolimento (non c’è dubbio che fosse indebolito, vedi foto).
“conseguente all’assunzione di eroina, ketamina ed alcool”: quelle sostanze erano contenute nella pasticca che sappiamo, e aveva bevuto una birra. I valori ematici di queste sostanze sono ovviamente gli stessi rilevati dai miei periti, però qui assumono particolare enfasi mentre i miei periti, e altri, li giudicano irrilevanti.
La mia conclusione è: se fosse vero che era indebolito perchè quel trattamento?! Come si spiega la violenza fino alla morte?? Se era indebolito è ancora più grave quel che gli hanno fatto!!
Un fatto è certo, e ogni perizia non può che confermarlo: se non avesse subito quello “stress” il suo cuore oggi batterebbe ancora…

Qualcuno osserverà che il linguaggio, l’atteggiamento di Patrizia, è cambiato: eh sì, anche lei, purtroppo, è entrata in contatto con il compromesso, con la gestione italiana delle disgrazie ‘pubbliche’, dall’Itavia a Piazza Fontana, alla stazione di Bologna, fino a Federico che, solo e disarmato, qualunque cosa avesse fatto e assunto, non doveva, per nessuna ragione al mondo, essere torturato e trucidato. Non è cambiata, invece, la disponibilità al dialogo di Patrizia, a capire il comprensibile, alla ricerca, e alla pretesa, della verità.
L’atteggiamento del consulente d’ufficio era prevedibile: questo brav’uomo difende il suo datore di lavoro, la sua parcella, con tanti saluti al vecchio, obsoleto, forse dimenticato ‘giuramento d’Ippocrate’.
La presenza dei consulenti di parte, la legge, quando è davvero astratta, uguale per tutti, la ripresa delle pubblicazioni sul blog, ormai diventato di interesse nazionale, da parte di Patrizia, hanno evitato che si consumasse, per ora, l’ennesimo pasticcio burocratico-politico a base di segretazioni, censure, omissioni, ritardi, archiviazioni.
Ma il rischio è dietro l’angolo: per questo è indispensabile che ciascuno di noi, con educazione, moderazione, rispetto, buon gusto e senso della misura, ma con estrema fermezza, continui incessantemente a far sentire la propria voce.
A questo proposito mi permetto di sottoporre, a tutti voi che passate di qui, l’idea maturata sul post dell’altroieri di Patrizia, 21 febbraio – così…, corredato dalla foto ormai universalmente nota: inviamo un’istanza al Presidente Ciampi, nel petto del quale sembra battere un cuore simile al nostro, e ad alcune testate giornalistiche di sinistra, le sole sensibili a questo tristissimo evento (leggere, per credere, Repubblica, L’Unità, Il Manifesto, Liberazione e L?Espresso e poi gli altri… sono uomo di centro dalla nascita, ma ancora capace di arrendermi all’evidenza).
Trascrivo qui sotto, per omogeneità di contenuti, la mia istanza di ieri: personalizzatela come volete ma, mi raccomando, senza uscire fuori tema, con moderazione, attenzione ai fatti, serenità di valutazione; tecnicamente, separate gli indirizzi e-mail dei giornali con una virgola e uno spazio e firmate l’istanza. La foto la potete prelevare dal mio post precedente.
Grazie e che il Signore ci assista, e ci aiuti.

Da: giemmolette@tiscali.it
A: presidenza.repubblica@quirinale.it
Cc: repubblicawww@repubblica.it; letterealdirettore@espressoedit.it;
lettere@unita.it; redazione@ilmanifesto.it; 8262@rai.it
Oggetto: referto autopsia dep. 20.02.06 con allegata foto di Federico Aldrovandi
Data: mercoledì 22 febbraio 2006 h. 11:22
Illustre e caro signor Presidente,
con la presente intendo riproporLe quanto di inquietante accaduto a Ferrara nella notte del 25 settembre 2006.
Federico, ragazzo appena diciottenne, è stato “catturato”, solo e disarmato, dai componenti dell’equipaggio di una volante della Polizia e consegnato – dopo un trattamento che confido qualcuno trovi il coraggio di esporre nei dettagli almeno alla magistratura – ammanettato, ancorché già deceduto, ad un’autoambulanza, chiamata e intervenuta con grande ritardo. Con un ritardo di molto superiore sono stati informati i genitori.
L’autopsia, pur riferendo di evidenti percosse, ha stabilito che Federico Aldrovandi è morto, almeno secondo le risultanze dei periti di parte, ‘… perché qualcuno, forse più di uno, lo ha costretto a pancia in giù con schiacciamento della cassa toracica contro il terreno e provocandone la morte per asfissia’.
Le unisco una foto ‘parlante’, signor Presidente, perchè ritengo che a Lei nessuno la mostrerà mai, esplicita, cruda – che ho ingrandito ‘strumentalmente’ -, anch’essa espressione di violenza, ma doverosa per il suo evidente intento probatorio e, anche se non in questa specifica circostanza, pedagogico.
Signor Presidente, per la fiducia incondizionata che ripongo nei Suoi personali confronti e nelle istituzioni della Repubblica che Ella imparzialmente e mirabilmente rappresenta e interpreta, Le chiedo il Suo supremo interessamento perchè il processo sia, non esemplare, ma equo, rapido, sereno, obiettivo e trasparente: i genitori in primo luogo, e con loro tutti i milioni di benpensanti che popolano la nostra Italia, hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa e perché è successo in quella notte disgraziata, senza segreti, senza censure, senza omissioni, senza ritardi.
Voglia gradire, illustre e caro Presidente, unitamente ai più sinceri ringraziamenti, il mio più devoto e rispettoso indirizzo di ossequio.
Giorgio [cognome].

Perché questa foto: perché il rosso del sangue di Federico non sia stato versato invano e rimanga impresso nelle nostre coscienze, perché il rosso dell’Amore torni ad infiammare i rapporti tra tutti gli uomini figli dello stesso Dio, perché il rosso del tramonto, viatico del giorno successivo, ci aiuti a ricominciare a farci uno con il nostro prossimo nella fratellanza universale e a vivere tutti insieme l’attimo presente con la massima intensità, come se fosse il primo e l’ultimo della nostra vita.
Al lavoro, per Federico, Patrizia, Lino e Stefano.

Giorgio.

Riferimenti: Il blog di Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi

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Federico, cinque mesi dopo

21 Febbraio 2006 22 commenti


Sono tornato, dopo tanti giorni, sul blog di Federico, oggi dei suoi familiari di lui, purtroppo, orfani.
Ho trovato un diario ?agghiacciante? di Patrizia… per la sua semplicità, per la sua serenità, ma anche per la sua ferma determinazione.
Lo trascrivo così come si legge nel blog http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it non per i vostri commenti, già espressi con affettuosa partecipazione in calce ai miei post precedenti ?Giustizia, non vendetta? e ?Vergogna per chi la merita?, quanto per doveroso aggiornamento e per tenere alta l?attenzione.
La foto, estratta dal referto autoptico depositato ieri, cruda, parla da sola.
Ora lascio spazio a Patrizia Aldrovandi.

12 febbraio 2006
A giorni inizieranno gli incontri dei periti. L’esito dell’autopsia è ormai imminente, anche se il termine ultimo per la consegna resta sempre il 27 febbraio. Aspettiamo.
Oggi qui a Ferrara è accaduta un’altra tragedia. Un Carabiniere è stato ucciso durante l’arresto di un malvivente già condannato per omicidio e rapina che si trovava fuori in libertà vigilata. E’ morto un altro innocente. E’ morto mentre svolgeva il suo lavoro. Un lavoro difficile, rischioso. Un lavoro delicatissimo, importante e carico di responsabilità verso la gente, quanto quello di un medico lo è per la persona umana.
Per la sua famiglia e per i suoi amici è morto un ragazzo che amano, e che continueranno ad amare ricordando tutti i momenti belli vissuti con lui, e ne conserveranno per sempre il ricordo come il più prezioso dei tesori. Spero che tante persone oggi e in futuro siano vicine a quella famiglia, così come lo siamo la mia famiglia ed io, perchè il calore della gente aiuta davvero…

Ulteriore proroga…
Chiesti altri 30 giorni di proroga per la consegna del referto dell’autopsia. Il pm li richiede per approfondire la ricerca di stupefacenti. I miei periti sono favorevoli. Si approfondisca ogni dettaglio. Anche se ha bevuto una tazza di te nel pomeriggio.
Con lo stesso zelo quindi mi aspetto di sapere nel dettaglio come sono stati rotti i due manganelli sul corpo di mio figlio, come si spiega tutto quel sangue versato da Federico, come le persone presenti al momento della sua morte hanno giustificato quanto si vede nelle fotografie dei rilievi ufficiali. Come “stavano” e come stanno adesso quelle persone? Come si spiega una morte tanto violenta?!! E come mai tutto quel che è accaduto mi è stato taciuto… VERITA’ E GIUSTIZIA!!!!!

15 febbraio
Dopo l’indicazione di ieri sera sulla proroga, ho appena ricevuto notizia dagli avvocati che il referto medico sarà depositato entro lunedì 20 febbraio!

17 febbraio
Stamattina i miei avvocati in conferenza stampa hanno fatto il punto della situazione. Come annunciato si aspetta la consegna del referto dei medici incaricati dal giudice entro pochi giorni. Nel frattempo i nostri periti di parte, in base anche ad atti e verbali ufficiali, hanno tratto le loro conclusioni scientifiche. I legali le hanno oggi riassunte e sintetizzate unendole ai fatti raccolti con le testimonianze e le indagini. Sentire questo racconto è durissimo da sopportare. Ma viene una grandissima forza e determinazione pensando a quel che Federico ha sofferto e a tutta la paura che ha avuto. Le fotografie parlano. La verità deve uscire.
La sintesi scientifica, nonostante l’oggettivo contesto violento, non attribuisce la morte alle percosse ma al soffocamento. Dovuto soprattutto alla costrizione protratta a pancia in giù con almeno una persona sulla sua schiena. Questa è ritenuta la causa fisica. Quel che è successo prima durante e dopo lo indicano le indagini. Di sicuro non è stato fatto alcun tentativo di rianimazione (defibrillatore o manovre manuali) se non dal medico, chiamato quando ormai Federico giaceva inanimato. La perizia dei medici legali pubblici quindi è importantissima, ma per la valutazione del giudice è necessaria l’indagine di tutto quel che è accaduto. Sono quindi sempre importantissimi tutti i dettagli che si raccolgono.
Spero, insieme ai ragazzi del Comitato Verità per Aldro, che ogni notizia e testimonianza vengano divulgate. Anche quanto raccolto dai giornalisti può essere prezioso per chi vuole sapere la verità. I giudici e gli avvocati valuteranno ogni elemento utile. Perciò insieme al Comitato sollecitiamo tutti i mezzi di informazione locali e nazionali.

20 febbraio
Oggi dovrebbe essere depositata la perizia…

21 Febbraio – così…
così, all’alba del 25 settembre 2005 muore a Ferrara Federico, durante un fermo di polizia. Era un ragazzo di 18 anni appena compiuti. Rientrava a casa a piedi. Disarmato, incensurato, solo. Non stava commettendo nessun reato. Non aveva mai fatto del male a nessuno nella sua vita…

Qua e là si parla di perizia: attenzione, questa depositata 5 (dico, cinque) mesi dopo il fatto, è soltanto l’autopsia (sì, proprio quella che, di regola, si consuma nella giornata successiva all’evento, al massimo entro qualche giorno, qui di giorni ce ne sono voluti 150… ); di perizie, poi, durante la procedura giudiziaria ce ne saranno chissà quante, d’ufficio e di parte, con i consueti, tristissimi riti di riesumazione finalizzati all’acquisizione di particolari via via dimenticati, non censiti. Confidiamo che i responsabili di queste inadempienze, esenti da colpa per definizione, restino i soli impuniti.
Nelle centinaia di commenti ai post di Patrizia, alcune voci stonate. Mi piace pensare, di persone interessate: sarebbe davvero triste che qualcuno, non di parte e in possesso delle proprie facoltà mentali, argomentasse in modo tanto superficiale, egoista, incivile…
Chiudo con un pensiero ancora per Patrizia che, con il cuore infranto, ha trovato la forza per un commovente indirizzo di conforto alla famiglia di Cristian Scantamburlo, il brigadiere dei carabinieri trentratreenne rimasto ucciso al termine di una sparatoria nel ferrarese all’alba di domenica 12 febbraio. E’ un esponente di quelle forze dell’ordine che, intese come categoria, le hanno martirizzato Federico. La sua nobiltà di sentimenti, la sua onestà intellettuale, la sua forza d’animo non le hanno consentito speculazioni di alcun genere: sono stati violentemente sottratti alle rispettive famiglie due giovani con tutta la vita davanti. Come tanti dietro a quello di Federico, lei è corsa a confortare coloro che piangevano dietro al feretro di Cristian.
Brava Patrizia, questo è l’amore del prossimo, forse anche, capiamoci bene con gli amici lettori, del nemico, comandamento nuovo della nostra fede neotestamentaria. Io non ci sarei certamente riuscito.
A presto.

Giorgio.

Riferimenti: Il blog di Patrizia e Lino, genitori di Federico

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Manuela

14 Febbraio 2006 35 commenti


Dopo tanti giorni di assenza giustificata, voglio condividere con voi l’ultimo dei miei corsivi nella particolare imminenza del nostro giorno più bello che, dopo tanti anni, mantiene sempre il fascino e la magia di allora, come anticipato stamane, in versione più anonima, da Pat.

Vigilia
Oggi San Valentino,
consueto viatico della ricorrenza
del giorno più felice della nostra vita,
domani il trentasettesimo,
sempre mi perdo nel verde dei tuoi occhi,
laggiù, oltre l’orizzonte,
dove il cielo si tuffa e si confonde nel mare,
dove le nuvole,
che lassù si inseguono in disegni
allegri e ciarlieri,
vorticosi e mutevoli,
si riflettono nell’acqua,
nuvole nel mare, onde nel cielo,
come i tuoi pensieri,
soffi sussurrati sul mio volto, nel mio cuore,
mi portano con la risacca la tua voglia di me,
che con i frangenti del mio spirito
ti restituisco fino a sommergerti…
risa, giochi, preludi d’amore,
anima mia,
nella luce accecante del sole,
nel chiarore diffuso della luna,
nella spuma frizzante che ci avvolge e ci unisce,
promessa di vita certo felice, forse eterna.

In questo giorno di gioia, seguito da uno ancora più dolce, il mio pensiero torna a Luna e Nico, oggi un po’ più soli, privati della spoglia del papà e del nonno. Coraggio ragazzi: sulla scorta dei vostri pensieri scambiativi nei giorni scorsi, dove l’appoggio nel fisico testimonia la stupenda coesione spirituale, riuscirete a superare questo momento di difficoltà e a vivere, nella gioia e nell’amore reciproco, tutto il tempo che Egli ha stabilito per voi nell’attesa dell’ambita riunione con lui, che vi ha preceduto nel regno dello spirito e della Luce, donde il suo animo immortale, vivente in Dio, vi guiderà assistendovi, indirizzandovi, confortandovi. Il vostro cuore in ascolto lo sentirà parlare.

Vi aspetto su ‘blogvita.blog.tiscali.it’, dove abbiamo tanto bisogno di voi e dei vostri amici per dare voce tutti insieme alle nostre coscienze contro la pena di morte, in favore della vita.

Giorgio.

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Con sincera amicizia

2 Febbraio 2006 46 commenti

Alla fine dell?anno scorso mi sono allontanato, per lo meno qui nel blog, dall?aspetto esclusivamente mistico, spirituale, familiare, dei miei articoli.
Dopo il post ?Natura matrigna o sfruttata?? proprio dell?1 gennaio, nel quale c?entrano comunque negativamente per i riflessi conseguenti alla mancata sottoscrizione del protocollo di Kyoto (d?intesa, guarda caso, con la Cina, altro paese esemplarmente antidemocratico), ho condiviso, a seguito di alcuni scritti di Marcella Boccia, scrittrice impegnata nella difesa dei diritti civili e dell?ambiente, una critica feroce, ma equa, nei confronti dei più odiosi delinquenti dei giorni nostri, che riescono a ottenere dalla comunità internazionale la persecuzione e la condanna per le armi di distruzione di massa che solo loro, i terroristi americani, hanno mai detenuto e utilizzato: parlo dell?inqualificabile George W, al quale Paulo Coelho ha dedicato una lettera ospitata nell?articolo successivo del 4 gennaio, ?Mille grazie, presidente Bush?.
Dopo una frettolosa rentrée nel giorno della befana su un tema più vicino al mio spirito osservatore del prossimo, ?L?amicizia è? ?, ispirata alla dolorosa storia di una nostra amica del blog, ancora oggi in bilico sulle soglie della vita, sono stato di nuovo travolto dalle tragedie umanitarie che caratterizzano i nostri giorni.
A parte ?The last? ?, celebrazione del consueto questionario che contribuisce, comunque, a distribuire un minimo di distacco dalle porcherie che le nostre amministrazioni ci propongono di giorno in giorno e utilizzato, in ogni caso, anche per un saluto a Orso che, grazie alla grande democrazia americana, si apprestava a non correre più, come ho poi ricordato il 16 gennaio ne ‘La pena di morte’, ecco ?Giustizia, non vendetta? e ?Vergogna per chi la merita?, nei quali ho rivolto un addoloratissimo pensiero, il 20 e il 25 gennaio scorsi, alla storia incredibile, purtroppo tutta di casa nostra, questa volta, di Federico Aldrovandi, che la violenza delle forze dell?ordine e la miopia dei nostri giudici, invocata solo per i loro comodi personali da dx e da sx, hanno condannato a morti ripetute il 25 settembre dell?anno scorso.
Nel frattempo mi sono sentito coinvolto nella lodevolissima iniziativa che alcuni giovani amici hanno intrapreso nei confronti della pena di morte.
Un?incongruenza dei nostri giorni che, in pieno terzo millennio di una storia c.d. civile, non riesce a trasferire, nelle nostre coscienze orfane, quei valori e quei principi che i nostri genitori ci hanno trasmesso, ma che noi, la nostra generazione, non è riuscita a trasmettere ai propri figli e che vanno, oggi, considerati conseguentemente smarriti.
La pena di morte, l?ergastolo, la violenza delle forze dell?ordine, tollerata dalla magistratura con l?introduzione di una sorta di pena di morte strisciante, tutto ciò che, in generale, contraddice alla rieducazione, alla riabilitazione del condannato che l?antropologia criminale del nostro diritto enuncia ed eleva a scopo della pena, non dovrebbero avere cittadinanza in una nazione civile.
Ma nel nostro bel paese, non solo c?è, ma quando qualcuno se ne occupa (blogvita.blog.tiscali.it e blogvita2.blog.tiscali.it), tutti gli altri se ne fregano.
E, ben lungi dal partecipare attivamente, intendo suggerimenti, articoli, indicazioni, autoproposizioni, condivisioni attive, il solito passaggio di forma e tanti saluti.
Per carità, ciascuno di noi ha i propri impegni, di lavoro, di famiglia e di quant?altro, e le proprie priorità, però mi sembra che 704 passaggi con 49 commenti in 9 giorni, alcuni dei quali di servizio tra i fondatori-promotori, siano degni di un forum di Vanna Marchi e non di questo straordinario impegno sociale a livello planetario.
Le cose che contano hanno bisogno di un palcoscenico diverso o siamo noi che abbiamo davvero troppo da fare in questioni che non lasciano spazio alle vicende del nostro spirito?
Avevo chiesto, in occasione del post pubblicato su blogvita, l?aiuto di Tiscali: non solo non l?ho avuto, ma non mi hanno nemmeno inserito, come richiesto, nella rubrica ?Ultimi post?.
E allora torniamo a un vecchio interrogativo: ma per chi scriviamo, per noi stessi?
Un saluto affettuoso a tutti e un grazie di cuore.

Giorgio.

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