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Archivio Gennaio 2006

Vergogna per chi la merita

25 Gennaio 2006 35 commenti


Sono passati cinque giorni da quando sono venuto a conoscenza di questa storia tristissima, che mi ha preso, nel senso che ho cercato di diffonderla perché, al di là degli aspetti negativi immodificabili, possa servire a non ripetere certi errori.
Per non dimenticare, ma senza celebrare.
Vergogna per chi?
Certamente per chi sa, per chi ha visto, ha sentito e ora non trova il coraggio, il senso civico e civile di denunciare. Dice, mi hanno minacciato. E vabbèh, il coraggio e la civiltà a questo servono, a fare quello che vorremmo che gli altri facessero quando gli interessati siamo noi.
Vergogna per coloro che infangano la memoria di Federico con ipotesi fondate sul nulla, sul preconcetto che fosse un tossico, fatto e strafatto quella notte, violento, autolesionista, ma solo vivaddio, disarmato e brutalmente assassinato.
Chi sa deve parlare, chi non sa deve stare zitto, e adoperarsi per comporre, per capire e far capire, per promuovere la riconciliazione.
Andate a leggere certi commenti sul blog di Patrizia, Lino e Stefano Aldrovandi, che troverete di nuovo qui sotto tra i riferimenti: c?è da perdere la testa davanti a quei rari esempi di cinismo, di qualunquismo, di scetticismo, di mancanza di valori.
Poi, grazie a Dio, voci fuori dal coro, ma civili. Spesso ingenue.
Non credo, infatti, che la ricerca della verità debba fermarsi davanti alla immutabilità della morte, ?la verità non restituirà la vita a Federico che resterà dov?è?: un principio di tal fatta legittimerebbe qualunque assassinio; ?la polizia è tutta così?: no, anche questa è affermazione arbitraria.
In realtà, quello che ci turba è che, quando di mezzo c’è un comportamento violento delle forze dell’ordine esse si chiudono a riccio, impedendo la trasparenza… quello che accade in questi giorni per carabinieri e poliziotti a Milano viaggia su altre lunghezze d’onda, indifendibili, delinquenza pura.
La violenza viene considerata diversamente, quasi un rischio imposto al cittadino sconosciuto, in compenso dei rischi, anch’essi purtroppo fisici e reali, che corrono, e subiscono, gli agenti.
Sono figlio, e suocero, di carabinieri, ci sono nato, cresciuto, vissuto nelle stazioni, nei comandi compagnia, nei nuclei: la violenza, quella che poi genera e rigenera se stessa, non è mai giustificabile. Neanche per paura e da chiunque venga esercitata. Le nostre stazioni sono piene di furerie talvolta scoperte… capiamoci. Colui che, per qualunque motivo, non è più assistito dalla necessaria serenità, diventa un rischio per sé e per gli altri e deve essere tolto dai servizi esterni e destinato ad altri, diversi.
Il “branco”, definizione tanto cara ai media non è fatto solo di ragazzini che violentano e uccidono la compagna di scuola (allora le forze dell’ordine, colonnelli, maggiori, capitani, tutti schierati davanti alle telecamere a raccontarci quanto sono bravi), ma anche di poliziotti che violentano e uccidono un ragazzino di 18 anni, solo e disarmato (davanti alle telecamere, il deserto… ): non tutti i ragazzini sono branco, così come non tutti i poliziotti.
Proprio per questo motivo la procedura deve essere la stessa.
La nostra è una società da rifondare, con le forze dell?ordine un rapporto da ricostruire.
Queste ultime non devono limitarsi a cercare la nostra solidarietà soltanto dietro i feretri dei loro commilitoni sfortunati come Federico, ma devono impegnarsi per rimuovere dalle nostre coscienze, una volta per tutte, l’immagine della violenza, dell’arroganza, dell’inciviltà, dell’incomunicabilità, della superiorità nell’esercizio delle loro funzioni, devono tornare vicine alle necessità di tutti noi cittadini che ci avventuriamo nella giungla della strada, senza preconcetti, senza pregiudizi, senza fare ricorso alla propria sacrosanta autorità solo per contestare, verbalizzare, minacciare e punire.
Solidarietà sì, ma sempre, e reciproca.
E quando sbagliano loro, petto in fuori davanti alla Tv, pure allora: ‘Sono stato io, istruite e giudicate’, senza omertà (come, invece, i vili testimoni mancati di via Ippodromo), senza sottrazione di prove, senza impantanamenti, senza segreti di ufficio o di Stato, senza nessuna di quelle iniziative dolose, e dolorose, che nessun altro come loro conosce tanto bene.
Qualcuno ha ravvisato la necessità di fare pulizia all?interno dell?organizzazione delle forze dell?ordine. Non so se questo sia il problema, ma non sarebbe, comunque, di facile soluzione, perché alla base manca l’autocritica, si fa quadrato intorno al “branco”, sempre, quando si tratta di violenza.
I radicalismi in nessuna storia portano da qualche parte. La vita è una mediazione continua, è compromesso, purché in buona fede, buon senso e onestà intellettuale.

Giorgio.

Riferimenti: Il blog di Patrizia e Lino, genitori di Federico

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Giustizia, non vendetta

21 Gennaio 2006 23 commenti


Mai più avrei pensato, postando l’articolo sul povero Orso che non corre più, fermato per sempre dalla più grande democrazia del mondo, che questo sarebbe stato una sorta di bis, come in un orribile serial.
Sclabirinto (http://sclabirinto.blog.tiscali.it), con un messaggio urgente delle 21:30 circa di stasera, mi ha pregato di adoperarmi per confortare Patrizia e Lino, genitori di Federico Aldrovandi, lo sfortunato giovane 18nne di Ferrara, morto “in circostanze misteriose” nel settembre scorso, tre mesi a Natale.
Prima di lasciare a questa mamma, che con il cuore di padre e di nonno, mi sembra più sfortunata del figlio, la chiusura di questo intervento con parole alle quali davvero nulla è lecito aggiungere, voglio annotare due riflessioni.
Scusami Patrizia (la mia mamma mi ha lasciato esattamente 22 anni fa, convinta che fossi il migliore del mondo e, in senso relativo, come darle torto, visto che ho solo una sorella?… ), ammettiamo pure, per assurdo, che Federico fosse il peggiore dei tossici noti alla Polizia, che fosse sotto l’effetto della droga, che abbia aggredito i poliziotti, coincidenze, tra l’altro, inverosimili, ma ammettiamolo, cerchiamo di stare dalla loro parte… embeh, e tu Polizia, un ragazzino di 18 anni, disarmato, solo, me l’ammazzi? Ma da che parte stai, Polizia?
Sul blog di Bimba (http://bluebimba.blog.tiscali.it) c’è un articolo dal titolo “….Sono senza parole…leggete e capirete…”, postato sabato 14 gennaio scorso, intorno alle ore 21:30. Lì mi sono accapigliato in una discussione priva di senso (scusami ancora Brezza di vento… ), per l’enorme amarezza che questa tragedia ha provocato nella psiche di tutti noi poveri benpensanti, costretti ad assistere a una morte violenta contro natura, come tutte quelle dei figli che scompaiono prima dei genitori. Senza alcun intento provocatorio, ho innescato una questione inutile e fuori luogo, e fuori tempo, sulle differenti caratteristiche che, fin dai test attitudinali, si richiedono nei concorsi per entrare in Polizia, rispetto a quelli per entrare nei Carabinieri.
Tra le tante preghiere che rivolgo al Signore, a margine di questo fatto incredibile, oltre che per la serenità di tutti coloro, Patrizia, Lino e Stefano in testa, che hanno amato Federico prima che lo conoscessimo anche noi, chiedo che il titolo di questo articolo possa diventare un obiettivo anche per le forze dell’ordine, che non si limitino a cercare la nostra solidarietà soltanto dietro i feretri dei loro commilitoni sfortunati come Federico, ma gettino alle ortiche, una volta per tutte, l’immagine della violenza, dell’arroganza, dell’inciviltà, dell’incomunicabilità, della superiorità, nell’esercizio delle loro funzioni, che tornino vicine alle necessità di tutti i giorni del cittadino che si avventura nella giungla della strada, senza fare ricorso alla propria sacrosanta autorità solo per contestare, verbalizzare, minacciare e punire. Solidarietà sì, ma sempre.
Sulla pietra di un mio carissimo figlioccio, che la leucemia ha rapito a 13 anni, c’é scritto “Una luce si è spenta sulla terra, una nuova stella brilla nel cielo”.
Ecco Patrizia, noi pensiamo questo: ho letto il “tuo” sito e ho appreso della serenità, nel dolore più straziante, di voi familiari di questo ragazzo che la nostra società, opulenta e inquieta, vi ha strappato.
Giustizia, non vendetta, è lo spirito che vi guida e che noi faremo di tutto, se vorrete comunicare con noi anche voi, per assecondare… mi sembra, ora, giunto il momento di lasciarti la parola, alla quale nulla, se non i nostri commenti, aggiungerò.

Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi?
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro?
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro?
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un?aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti? la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone?
È stata l?ultima volta che l?ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l?ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l?appuntamento al giorno dopo?
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.
L?hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo?
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.
Nell?immediato c?erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene?
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa?
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori? sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell?ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì?
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla?
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all?idea che avesse solo perso il cellulare?
Poi l?ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell?ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c?è il cambio di turno? non sono informato?, appena avremo notizie chiameremo noi?
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell?angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me? perché era meglio che non vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un?abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all?occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L?ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L?hanno distrutto?
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati?
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto?
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com?era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L?ambulanza è stata chiamata quando ormai non c?era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all?ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all?obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l?ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c?era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere?
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore? tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull?altra testata cittadina ?Federico sfigurato?. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: ?non è morto per le percosse?? questa è stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell?amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell?età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla?

Non li lasceremo soli, vero amici?
Giorgio.
Riferimenti: Il blog di Patrizia e Lino, genitori di Federico

The last…

19 Gennaio 2006 16 commenti


Ringrazio Click di questa chiamata. Ho tergiversato un po?, come ho anticipato nel suo blog, perché aspettavo con ansia, che sottopongo al menefreghismo degli interessati, che alcuni tra gli amici più cari si esprimessero su Orso che non corre più. Come dicevo nel mio ?La dura legge del blog?, questo nuovo post seppellirà, scusami Orso, il problema.
Pazienza, in fondo anche l?amicizia può essere interpretata come uno stato soggettivo del nostro essere: gli amici mancanti avranno avuto certamente affari più importanti da sbrigare.
E allora, eccomi a voi.

IRA
1. CHI E? STATA L?ULTIMA PERSONA CON LA QUALE TI SEI ARRABBIATO?
E? una persona giuridica, nel senso che non è una persona fisica: United States of America, gli USA.
2. QUAL E? LA TUA ARMA PREFERITA?
Lo avrei detto in modo molto più pedestre, anzi sfinterico, ma ho letto: sarcasmo.
3. PICCHIERESTI UNA PERSONA DEL SESSO OPPOSTO?
Mai, non perché sia un gentiluomo, ma perché le donne le amo tutte.
4. E DELLO STESSO SESSO?
No, anche se le amo in un senso del tutto diverso: è la violenza che non tollero.
5. CHI E? STATA L?ULTIMA PERSONA CHE SI E? ARRABBIATA CON TE?
Credo ?brezza di vento? nel blog di Bluebimba, ma è tutto ricomposto.
6. PORTI RANCORE?
Sono cancro, è fisiologico.

PIGRIZIA
1. QUAL?E? LA COSA CHE DOVRESTI FARE GIORNALMENTE E CHE NON STAI FACENDO?
Fregarmene un po? più del blog, e dare una mano meno casuale, più concreta e meno intermittente a Manuela.
2. CHE ORA ERA LA VOLTA NELLA QUALE TI SEI SVEGLIATO PIU’ TARDI?
Mi alzo sempre tardi, mi sveglio come viene.
3. QUAL’E? STATA L’ULTIMA SCUSA CHE HAI USATO PER NON FARE QUALCOSA?
Alla mia età posso dire quello che sono disposto a fare e quando.
4. COSA NON FAI MAI PER PIGRIZIA?
Pur avendo tutta l?attrezzatura più sofisticata, compreso un ottimo compressore, porto (raramente) la macchina a lavare.

GOLA
1. QUAL?E? LA BEVANDA PIU? BUONA CHE BEVI?
D?estate, sul trattore, acqua fresca liscia; in tutti gli altri casi mi associo a sorella Lumachina su un buon bicchiere di vino. Ottimo il chianti, ma non disprezzo (tutt?altro, chiedere per credere) il bianco dei castelli romani.
2. CARNE BIANCA O ROSSA?
Sono sempre stato uno straordinario consumatore di carni rosse, con il barbecue e il pollo all?ananas mi sono convertito anche alle bianche, le rosse quasi non le reggo più.
3. QUANTO ALCOOL SEI RIUSCITO A BERE IN UNA SOLA VOLTA?
Da giovane non ho mai avuto problemi e, per la verità, purtroppo, neanche adesso. Diciamo che lo reggo bene, anche se l?angiologa, la cardiologa e l?ematologo sono degli insopportabili freni motore.
4. SEI MAI STATO DA UN DIETOLOGO?
Tre volte. La dieta è uno stress da praticare in assenza di concorrenti: ottimi risultati interlocutori, pessimi risultati finali. Sono largamente, e soddisfatto, oltre i 100 kg (h. 1,87)
5. PREFERISCI CIBO DOLCE, SALATO O PICCANTE ?
In relazione ai momenti della giornata il cibo mi piace tutto (cfr. IRA, 3)
6. TI LECCHI MAI LE DITA DOPO MANGIATO?
No, perché, dovrei? Però, stavo pensando al pollo mio, ruspante, alla brace, che devi staccare, a mozzichi feroci, dalle ossa… boh…

LUSSURIA
1. QUANTE PERSONE HAI VISTO NUDE?
Tante. Mai contate.
2. QUANTE PERSONE TI HANNO VISTO NUDO?
Come sopra (ma chi ha compilato ?sto questionario, dov?è il privilegio?).
3. SEI MAI STATO BECCATO MENTRE GUARDAVI IL SENO O I GENITALI DELLA PERSONA CHE AVEVI DAVANTI?
Ma perché, ce ne sono di diversi dai miei?
4. QUAL’E? LA PARTE DEL CORPO CHE PREFERISCI NELL’ALTRO?
Ohibò, ci siamo imbattuti in un guardone.

AVARIZIA
1. QUAL’E’ IL POSTO DOVE SPENDI PIU’ SOLDI?
Incredibile dictu: al supermercato.
2. PREFERIRESTI ESSERE RICCO O FAMOSO?
La ricchezza può essere utile, la fama l?ho rifiutata: siamo sicuri che ?tertium non datur??
3. ACCETTERESTI UN LAVORO NOIOSO SE SIGNIFICASSE TANTI SOLDI?
Sono in soddisfacente pensione, che per la verità viene erosa puntualmente: riparliamone, ma in concreto, tra qualche anno.

SUPERBIA
1. QUAL’E? UNA DELLE COSE CHE HAI FATTO DELLE QUALI SEI FIERO?
Ho sempre contestato, e contrastato, la ragione (ossia l?arroganza) dei potenti, nonostante i risultati, purtroppo, scadenti.
2. QUAL’E? UNA DELLE COSE DI CUI SONO FIERI I TUOI GENITORI?
Siamo in gravissimo ritardo, ma erano molto contenti di me.
3. TI HANNO MAI MESSO IN SECONDO PIANO?
Ho lavorato a lungo nelle Partecipazioni Statali che, oltre il grado da me raggiunto, chiedevano uno sponsor politico: non l?ho trovato…
4. HAI MAI FATTO QUALCHE CONCORSO SAPENDO DI ESSERE MIGLIORE DEGLI ALTRI?
Non l?ho capita: ma in caso di risposta positiva?… oppure negativa?…

INVIDIA
1. QUALE OGGETTO DI PERSONA O DI AMICI VORRESTE AVERE?
L?amore per il prossimo di chi (e sono tanti) è capace di amare più e meglio di me.
2 SE POTESSI ESSERE QUALCUN ALTRO CHI VORRESTI ESSERE?
Sono stato chierichetto di Padre Pio da Pietrelcina…
3. HAI MAI DESIDERATO DI CAMBIARE UNA PARTE DEL TUO CORPO?
Certamente non quella che pensa ?sto guardone.

Bene amici, non ho proprio altro da dire, se non la delega che passo a distribuire a:

Pat
Gio
Maddy
Bimba
Melania

Ho partecipato al precedente, ho partecipato a questo… come dire, molto divertente… ehm…
Ci siamo capiti tutti.
Un caro abbraccio, anche a quelli attesi invano, che a loro volta attenderanno.

Giorgio.

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La pena di morte

16 Gennaio 2006 19 commenti


Stamane, poco prima di mezzogiorno, ho ricevuto, sull?ultimo post, un messaggio di Tequila1973.

?Post urgente su un?altra esecuzione capitale negli USA: ti invito a leggere e a partecipare. Grazie. Ghira?.

Mi precipito, leggo, partecipo, con una certa difficoltà, che non nascondo nel mio messaggio di conferma lasciato, proprio da Ghira, circa mezz?ora dopo.

?Fatto Ghira (spero). Non ci troverei niente di strano se chi va in giro per il mondo tentasse un approccio nella lingua madre dell?intervistato. Ma si sa, anche in questo gli americani in particolare… Ciao. Giorgio?.

La mia preoccupazione è di aver frainteso qualche input rendendo inutile la mia partecipazione… pur nella convinzione che non servirà a nulla.
Fortunatamente la conferma del buon fine arriva grazie alla cortesia dei promotori dell?iniziativa.

?Da: ncadp@democracyinaction.org
?A: giemmolette@tiscali.it
?Oggetto: Thank you for taking action!
?Data: lunedì 16 gennaio 2006 h. 12:26
?This execution will not proceed in silence. Thank you for sharing your voice.
?I wish to appeal to you on behalf of Clarence Ray Allen, who is due to be executed on January 17, 2006. Considering his inadequate trial representation and prejudiced jury, it is unacceptable for Clarence Ray Allen to be executed.
?Reviewing Allen?s case, the U.S. Ninth Circuit Court of Appeals in 2005 found that Allen?s trial counsel had been inadequate. Allen?s sentence was not reversed and no retrial was called for because the court also believed that the evidence in the case was overwhelming. Unfortunately the supposedly overwhelming evidence mostly consisted of the testimony of Allen?s several accomplices.
?Considering the admittedly inadequate representation that Allen received at trial and the sources of much of the evidence against him, the appropriateness of Allen?s sentence is questionable.
?In view of the above mentioned information, I urge you to act quickly to correct this situation and spare the life of this human being.
?Thank you for your time and consideration in this important and urgent matter?.

Non è che sia chiaro da specchiarcisi (le mie lezioni di inglese più recenti risalgono al 1956), ma almeno il senso, grosso modo, si intuisce.
Manuela sostiene, dando ragione ad alcuni di voi (per la verità lei lo dice da molto tempo… avrebbe diritto a una royalty), che io sia un po? (in luogo di ?po?? lei direbbe ?grosso?) rompipalle… Vabbèh, insomma, io ai ringraziamenti ho ritenuto di rispondere, chiarire la mia posizione su queste iniziative assolutamente meritevoli, quanto inutili (non ne ricordo una andata a buon fine) e formulare, infine, una proposta probabilmente irrealizzabile, dato che della democrazia l’ordinamento USA ha solo un riferimento costituzionale largamente inflazionato.

?Da: giemmolette@tiscali.it
?A: ncadp@democracyinaction.org
?Oggetto: Re: Thank you for taking action!
?Data: lunedì 16 gennaio 2006 h. 16:58
?Sono orgoglioso di aver partecipato e frustrato per la certezza dell’inutilità dei vostri e nostri sforzi. Dopo Tookie, ora tocca ad Allen. Il problema non è la colpevolezza o no del condannato a morte, il problema è la condanna a morte. E’ inammissibile che un paese civile ed esempio [aggiungo solo ora, "a suo dire"] di democrazia, abbia tra le proprie pene quella di morte, quando anche l’ergastolo dovrebbe essere abolito, se è vero che la pena mira alla riqualificazione del condannato.
?Sono spiacente amici, ma il vostro è un paese barbaro: non voi ovviamente, che noi affianchiamo volentieri nelle vostre battaglie di giustizia e di solidarietà, è barbaro nelle leggi e nei governanti. Non possiamo dimenticare il pilota assassino del Chermis (20 morti nella cabinovia abbattuta come un aereo avversario, o anche amico, perché i vostri soldati sono famosi nel mondo per abbattere non solo gli alleati, recentemente inglesi e israeliani, ma anche gli stessi connazionali, senza parlare del nostro povero Calipari o, per tornare ai delitti istituzionali, della nostra povera Baraldini… ) che le vostre autorità hanno sottratto alla nostra giustizia, con la complicità del nostro governo schiavo, per assolverlo negli USA, non possiamo dimenticare le guerre ingiustificate nei paesi ricchi di petrolio (il prossimo sarà l’IRAN) e l’ignoranza decennale della pulizia etnica dove il petrolio non c’è, non possiamo dimenticare, appunto, la pena di morte, enfatizzata dalla pochezza degli elettori che, ammirati dei muscoli esibiti in politica estera, mandano i Mr.Muscolo a governare i vostri Stati. Era già penoso come attore…
?E’ immaginabile, in occasione di tutte le vostre prossime consultazioni elettorali, un partito trasversale per la vita e per la pace, trasversale come adesioni, ma ben reale e concreto sul territorio, che concorra, con dignità pari a quella di tutti gli altri, alla ricerca dei vostri voti e poi alla gestione delle vostre amministrazioni centrali, decentrate e periferiche, o la mia è un’utopia?
?Dico questo solo perché, come tutti gli altri, avrei piacere di partecipare a competizioni con un minimo di visibilità e, visto che stiamo parlando di diritti umani, nella difesa dei quali i vostri governanti si arrogano, che Dio li perdoni, addirittura il primato, con la possibilità della vittoria.
?Grato di una risposta in italiano.
?Giorgio?.

E noi, benedetti ragazzi, che ne pensiamo?

Ringrazio Danubio, dal quale ho prelevato la foto postata ai tempi del povero Tookie, certo che non se ne avrà a male: quelle che ho trovato io sono significative, ma troppo crude, orribili… appunto.

Giorgio.

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L’amicizia è…

6 Gennaio 2006 70 commenti


… l?altra faccia della medaglia dell?amore.
Ma scendiamo un poco più in profondità in questo stato d?animo meraviglioso, superiore forse, più puro dell?amore stesso, perché se questo può essere a senso unico, lei no, lei è sempre almeno bilaterale.
Oggi, prima di cena, mentre facevo il solito giretto sui miei link, sento il tocco di una mail in entrata, pigio sulla piccola icona nella barra inferiore… c?è una lettera di Angela che trascrivo qui di seguito, violando la privacy, ma rendendo un servizio necessario alla spiritualità di ciascuno di noi.

Ciao Giorgio e Buon Anno!!!… purtroppo il mio anno 2006 è iniziato male… proprio vero per una rosa ci sono tante spine!!! Dopo il mio stupendo giro turistico con la mia amica Anna nella sua zona, sul lago di Iseo, affascinata sia dal paesaggio che dai suoi amici simpatici e gioviali sono tornata alla mia realtà familiare [omissis] ma poi ecco in arrivo la notizia che mi mette in angoscia… pensa che fino alla mezzanotte del 31 ho inviato sms ad una mia amica di Ferrara, poi telefono e trovo il cellulare chiuso… chiamo il giorno dopo e nulla… ricevo il 2 gennaio a sera una telefonata di un suo amico, di mia conoscenza, che mi dà la triste notizia che proprio dopo la mezzanotte lei, il marito e una sua amica, a bordo della loro macchina, si recavano in una pizzeria del luogo e un’altra macchina, causa il gelo, sbanda e c’è un tragico scontro frontale… il marito della mia amica riporta lesioni non gravi ed è ricoverato in ospedale a Cento, la loro amica poverina ci ha lasciato la vita, la mia amica è ricoverata grave in ospedale a Bologna, in rianimazione… immagina la mia pena e angoscia… mi sono messa in contatto con il figlio ma anche oggi mi ha riferito che la situazione è stazionaria e che solo tra 2 settimane si potrà intervenire… ma su che?… sono tanto in ansia, la considero una delle mie amiche più care [omissis]… lei… non ha mai smesso di credere nel valore dell’amicizia e se leggi il suo blog dall’inizio ti rendi conto che tra le sue righe c’è la speranza nell’amore e nella fratellanza… ora spero che ne venga fuori nel migliore dei modi altrimenti lei non accetterebbe mai di dipendere dagli altri… perciò mio caro giorgio ti prego di unirti alla mia preghiera perché la situazione si risolva nel miglior modo possibile per lei… io sto vivendo un momento davvero pesante… la sento molto vicina… le voglio molto bene… il mio pensiero è là accanto a lei… la mia amica Anna mi sta vicina e mi sostiene ma è dura… e vorrei che queste 2 settimane scorressero veloci [omissis]
Auguri di nuovo e quel Dio, in cui crediamo, che sembra lontano in certi casi, non ci abbandoni nello sconforto…
Ti abbraccio fraternamente angela.

Ho sempre saputo che pregare da soli fa bene a chi prega, pregare in compagnia nel suo Nome lo fa discendere a pregare in mezzo a noi e ho pensato, conseguentemente, che difficilmente potrà non ascoltarSi.
Ho quindi organizzato un rapido ?passapreghiera? che, grazie alla disponibilità, alla sensibilità, alla generosità, e via diciamolo, alla bontà di tutti, si è trasformato in un pellegrinaggio sul blog di Angela, per sostenerla, confortarla, farle sentire nel cuore il soffio caldo dell?amicizia.
Siamo qui accanto a te mia cara… Trascrivo per tutti, anche nel tentativo di arginare la violazione del segreto epistolare, ciò che ho scritto sul tuo blog…

… so che non si risponde sul blog ad una lettera privata, ma la tua vicenda ha risvolti di alta pedagogia spirituale che, credo, possa far bene a tanti di noi.
Conosco il blog della tua amica ricoverata, condivido le tue preoccupazioni e ti sono vicino nel dolore.
Spero che la chiave di lettura di questo avvenimento sia una e sia questa.
Non conosco la sua situazione spirituale, ma il Padre sa certamente tutto di lei. Il Signore non ha voluto né il male, né la morte, che consente come prova della nostra libertà e, quindi, della nostra responsabilità attraverso la quale, sola, possiamo aspirare a guadagnarci un posto accanto a Lui.
Questo incidente, allora, vogliamo interpretarlo proprio come una di quelle prove che, superata, condurrà la tua amica sulla strada di Dio, la sola via che salva con la promessa di vita eterna.
Certamente preghiamo insieme per lei, perché il Signore, l’unico in grado di trarre il bene dal male, le conceda la salute del corpo e il conforto dello spirito
.

Tra i commenti finora pervenuti ad Angela, ricordo quello di Berardo, particolarmente ispirato?

Ciao Angela,
[
omissis] In queste situazioni non ci sono parole che possono consolare! Le cose accadono e spesso non capiamo il perchè! Dalla mia esperienza (ho perso il papà da giovanissimo in un incidente, e ne ho visto di dolori grandissimi in questi miei anni di vita) posso dire che, anche dal dolore e dalla disgrazia più grave, possono emergere delle situazioni nuove che possono avere risvolti positivi. L’importante è crederci ed indirizzarsi in questa direzione. Quando si è dentro al dolore non è facile vedere altro ed è fondamentale la condivisione totale, ma nel cuore però un piccolo spiraglio aperto alla speranza deve rimanere per aiutare a portare un conforto positivo a tutti!
Mi unisco insieme a tutti voi nella preghiera comune affinché la tua amica possa riprendersi da questo tragico incidente!
Un carissimo ed affettuoso abbraccio in questo momento di profondo dolore.

L?augurio, cara Angela, è quello di Pat, che prende spunto dalla conclusione del tuo post, pur scritto nel momento della gioia. Ad esso ci uniamo tutti noi? continueremo a pregare per lei, e per te, consapevoli che le preghiere anche di chi si ritiene peccatore sono vieppiù gradite al Signore: io ne so qualcosa, come peccatore e come risultati ottenuti.

vero…
l’amicizia non ha confini…
qualunque sia il tempo che ci è dato di viverla concretamente o nel cuore soltanto…
L’augurio di un sereno anno…

A presto Angela e tienici informati, Grazie di averci proposto e consentito di vivere in unità questo attimo presente di fratellanza universale

Giorgio

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Mille Grazie, Presidente Bush

4 Gennaio 2006 14 commenti


Ho trovato in http://www.sfairos.it/peace.htm, sito della poetessa Marcella Boccia, particolarmente impegnata nella difesa dei diritti civili e nelle arti umanitarie e ambientaliste, una lettera di Paulo Coelho, che di seguito integralmente trascrivo, in primo luogo perché la condivido, e poi perché sono alla ricerca, non tanto di un’opinione, scontata, quanto di una condanna, a pensarci bene, forse, scontata anch’essa.

“Grazie a lei, grande leader.
Grazie, George W. Bush.
Grazie di mostrare a tutti il pericolo che rappresenta Saddam Hussein. Parecchi di noi hanno forse dimenticato che è stato lui ad utilizzare le armi chimiche contro il suo popolo, contro i Curdi, contro gli iraniani. Saddam è un dittatore bagnato nel sangue, una delle espressioni più chiare del male di oggi.
Ho, però, altre ragioni per ringraziarLa. Durante i primi due mesi dell’anno 2003, è riuscito a mostrare al mondo tante cose importanti, e per questo lei merita la mia riconoscenza.
Così, ricordandomi di una poesia che conoscevo da piccolo, vorrei dirLe Grazie.
Grazie di aver mostrato a tutti che il popolo turco ed il suo governo non si vendono, neanche per 26 miliardi di dollari.
Grazie di mostrare a tutti il grande abisso che esiste tra le decisioni dei governi e le aspirazioni del popolo. Di far vedere chiaro che Jose Maria Aznar come Tony Blair non hanno nessun rispetto per le voci di chi li ha eletti, non prendendoli affatto in considerazione. Aznar è stato capace di ignorare il 90% degli spagnoli che si è schierato contro la guerra, e Blair non ha tenuto conto di una delle più grandi manifestazioni pubbliche negli ultimi anni in Inghilterra.
Grazie perché la sua perseveranza ha spinto Tony Blair ad andare al parlamento britannico con un dossier truccato, redatto da uno studente dieci anni prima, e a presentarlo come “prove inconfutabili raccolte dai servizi segreti britannici”.
Grazie di aver fatto in modo che Colin Powel si mostri ridicolo presentando al Consiglio di Sicurezza ONU delle foto che, una settimana dopo, sono state pubblicamente contestate da Hans Blix, l’ispettore responsabile del disarmo in Iraq.
Grazie perché la sua posizione a favore della guerra è servita al ministro degli affari esteri francesi, che dopo aver pronunciato il suo discorso contrario alla guerra, ha ricevuto l’applauso della camera plenaria. E per quello che ne so, questo sembra sia successo una sola volta nella storia dell’ONU, in occasione del discorso pronunciato da Nelson Mandela.
Grazie, perché grazie ai suoi sforzi a favore della guerra, i paesi arabi -generalmente divisi- hanno condannato un’invasione, durante la loro riunione, nell’ultima settimana di febbraio.
Grazie, perché grazie alla sua retorica che afferma che l’”ONU aveva un’opportunità per mostrare la sua importanza”, anche i paesi più ribelli sono finiti per prendere una posizione contraria all’attacco contro l’Iraq.
Grazie, perché la sua politica estera ha portato il ministro degli affari esteri britannico, Jack Straw, a dichiarare in pieno XXI secolo che “una guerra possa avere delle giustificazioni morali” – e a perdere così tutta la sua credibilità.
Grazie per provare a dividere un’Europa che lotta per la sua unificazione; questo avvertimento non sarà da noi ignorato.
Grazie perché lei è riuscito come nessun altro nell’ultimo secolo a radunare milioni di persone da tutto il mondo, che si battono per la stessa idea – anche se questa idea è l’esatto opposto della sua.
Grazie per farci sentire ancora una volta che le nostre parole anche se non sono ascoltate, sono almeno pronunciate.
Grazie per averci ignorati, di aver emarginato tutti quelli che hanno una posizione contraria alla sua decisione, perché l’avvenire della Terra appartiene agli esclusi.
Grazie perché, senza di Lei non avremmo conosciuto la nostra capacità di mobilitazione. Potrebbe non essere utile oggi, ma sarà sicuramente utile nel futuro.
Ora che i tamburi della guerra sembrano suonare in maniera irreversibile, vorrei fare mie le parole di un re europeo che una volta pronunciò davanti all’invasore: Che la mattinata sia bella per voi, che rispecchi il sole sulle armi dei vostri soldati – perché questo pomeriggio cambierò i vostri piani”.
Grazie per permettere a tutti noi, armati dall’anonimato, che giriamo nelle strade per provare a fermare un processo ormai in marcia, di scoprire cosa sono le sensazioni di impotenza, di imparare ad affrontarla ed a trasformarla.
Approfitti allora della sua mattinata e di tutta la gloria che essa le porta.
Grazie, perché lei non ci ha ascoltati. Sappia che noi la ascoltiamo, e non dimentichiamo i suoi propositi.
Grazie, grande leader, George W. Bush.
Grazie Tante.
Paulo Coelho”

Grazie anche a voi tutti della vostra pazienza.

Giorgio

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Natura matrigna o sfruttata?

1 Gennaio 2006 16 commenti


Gli anni più recenti sono stati testimoni di catastrofi naturali tra le più spaventose che sia dato ricordare: le immagini che scorrevano in uno speciale del Tg 5 in attesa dell?arrivo del 2006 ci hanno riportato all?atmosfera di sgomento delle cronache in diretta, man mano che gli eventi si succedevano.
Terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, inondazioni, tsunami, incendi, valanghe, inquinamenti terrestri e aerei, tragedie in miniera, tifoni, trombe d?aria, uragani, smottamenti, scioglimento di ghiacciai ai poli e in alta montagna? e chissà quante disgrazie avrò dimenticato!
Non sono assolutamente in grado né di proporre e tanto meno di condurre o moderare un?indagine scientifica rigorosa e completa, attenta e conseguenziale, di questi fenomeni disastrosi che tante volte hanno seminato terrore e morte anche in casa nostra.
Posso però esprimere alcune mie opinioni e accogliere le vostre.
Mi ha indubbiamente meravigliato, e colpito in modo assolutamente negativo, l?inondazione di New Orleans, che ha messo in ginocchio soprattutto l?immagine di un paese opulento e capace come gli Stati Uniti d?America… filmati di nuovo raccapriccianti, e poi ancora Islamabad, le coste dell?estremo oriente fino a quelle sud-orientali dell?Africa, il Guatemala, l?Iraq: ho trovato particolarmente apprezzabile che, nel momento della gioia, dell?esaltazione spesso sfrenata che si diffonde a macchia d?olio sul pianeta alla fine di ogni anno, qualcuno, nella fattispecie la più diffusa delle emittenti commerciali nazionali, abbia inteso riproporci i tanti lutti riconducibili alla natura di questi ultimi periodi… un brusco e doveroso richiamo alla realtà.
Poi, senza nesso apparente, un servizio di cronaca sul problema del gas metano, che dalla Russia giunge in Europa mediante giganteschi gasdotti che attraversano, tra gli altri paesi, l?Ukraina, come dire il centro dell?impero e una delle etnie periferiche, e quindi solitamente ininfluenti, oggi stato autonomo che, per riequilibrare un rapporto assai poco paritetico, sta tentando di volgere a proprio favore la presenza sul proprio suolo di quelle tubazioni, nel contesto di un conflitto per ora, e Dio voglia resti tale, dialettico.
Nella mia testa, però, l?argomento si è enormemente dilatato, approdando ai massimi sistemi.
E sono tornato con la mente al nostro legislatore, che non investe nella ricerca, non investe nella prevenzione, non investe nell?ambiente come, d?altro canto, nella scuola e nella sanità, nelle pensioni, nel lavoro e nel sociale (e investe, invece, nella difesa… degli interessi dei potenti), ma ci dota di normative che, anche se nessuno le fa rispettare, sono molto più evolute e garantiste di quelle vigenti all?estero: mi riferisco, ad esempio, a quelle che disciplinano le attività estrattive, ma potremmo anche riferirci, tra le altre, agli OGM e ai mangimi per animali, fino alla produzione dei medicinali.
Molte sono le cave e le miniere da tempo in disuso, chiuse, non tanto e non solo per esaurimento delle materie prime: sabbia, carbone, pietra, alle quali sono da aggiungere, negli altri paesi, quanto meno ferro, gas e petrolio. L?erosione del territorio era giunta a un livello che sconsigliava ulteriori prelievi di quei materiali e le nostre leggi hanno provveduto.
Ma non tutti i governanti hanno manifestato questo rispetto per l?ambiente: basti pensare ai colossi mondiali della Cina (e passi, non è ancora un paese che si segnali o tenti di accreditarsi per la democrazia delle sue procedure, né per il rispetto dei diritti umani… ) e degli Stati Uniti, da tutti ritenuti il paese più democratico del globo e che continuano ad esportare pace, democrazia e buon esempio a cannonate (quanto ai diritti umani, chiedere ai prigionieri iracheni, all?assassino del Chermis, alla Baraldini… ), che non hanno sottoscritto e non intendono sottoscrivere, per squallidi motivi commerciali, il protocollo di Kyoto, tra l?altro già superato.
Adesso io mi chiedo, indipendentemente dalla coscienza ambientalista di questo o quel popolo, oltre alla deforestazione e all?urbanizzazione selvaggia, ma lo svuotamento al quale stiamo assoggettando senza sosta, al di là dei bisogni e spesso per alimentare già pingui riserve, il sottosuolo di questa nostra povera terra, non altera irrimediabilmente gli equilibri di un?entità che deve inevitabilmente rispondere a leggi chimiche e fisiche di non totale elasticità?
E in che misura questa prevaricazione del pianeta può diventare causa, o quanto meno concausa, delle colossali disgrazie che capitano sotto i nostri occhi e, spesso, sotto i nostri piedi?
E infine, un?ultima riflessione. Che ne abbiamo fatto delle parole di nostro Signore, che pure ci ha costituiti padroni della terra e di tutto ciò che in essa vive e comunque è, ma che ci ha anche raccomandato di utilizzare le risorse disponibili ?tanto quanto basta?, senza stoccaggi e senza egoismi, come il suo popolo nel deserto che non doveva raccogliere più manna di quanta ne fosse via via necessaria per ciascun pasto, dato che il di più si deteriorava?
Altro argomento del giorno, le interferenze della chiesa… a parte il fatto che la chiesa, santa e peccatrice, pellegrina e perfettibile, la chiesa che Cristo ha fondato sotto la sua Croce e unico testimone oculare giunto fino a noi, di quell?episodio orribile e glorioso, quella chiesa siamo noi e che i preti, ministri di Dio, sono soggetti illuminati, ma uomini come noi, tutti, dal primo all?ultimo della loro gerarchia piramidale, la chiesa credo avrebbe molto da comunicarci su questi argomenti, limitatamente, è ovvio, all?approfondimento di specifici e circoscritti aspetti di un problema che investe inevitabilmente anche le coscienze, e non vedo perché, in nome di quale principio democratico e costituzionale, dovrebbe astenersi dal manifestare una legittima e documentata opinione, nell?ambito di una discussione serena e obiettiva.

Giorgio.