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Archivio Dicembre 2005

Evviva… esito negativo

29 Dicembre 2005 25 commenti

Le stranezze della vita, o meglio, del linguaggio. Quanti contrasti tra quello parlato, di tutti i giorni e quello tecnico: a mio parere un argomento su misura per la solita, acuta riflessione di bera05, il mio e vostro fraterno amico Berardo.
Alle corte: l’esito delle analisi di Alessio è negativo.
Nel senso che il citomegalovirus che mamma Simona contrasse in occasione della degenza relativa al precedente intervento chirurgico della seconda quindicina dello scorso mese di luglio, non lo ha contagiato, e non potrà contagiarlo, a motivo del risultato, negativo anch’esso, di specifiche reazioni effettuate, neanche nell’arco dei prossimi due anni, come era statisticamente possibile e temuto.
Si conclude così, lasciatemelo dire con enfasi non turbata, né condizionata da superstizioni e isterismi, nel modo migliore, una delle parentesi più tormentate della mia vita, durante la quale ho afflitto questo blog e tutti voi, amici fraterni, con una serie interminabile di post grondanti stress, ansia, angoscia, dal primo sul tema, “Una preghiera comunitaria”, fino a stamane.
Adesso, nel momento della gioia, il pensiero va a coloro che sono ancora nella tristezza e nel dolore, che invito per l’ennesima volta, a non avere il pudore di chiedere al Padre nostro che può, sì, anche il miracolo… Lui ci chiederà, a sua volta, soltanto se noi crediamo ch’Egli possa farlo… per misurare la nostra fede, perché, Padre amoroso e geloso, ci implora, capite, Lui implora noi, di chiedere, di chiamare, di bussare, affinché possa darci, dare Lui a noi, risponderci, a noi, aprirci, non è un grande impegno da parte nostra in cambio di quello che ci è promesso. E non abbiamo paura di essere peccatori… lo siamo tutti, chi più, chi meno, tutti quell’unica pecorella smarrita che il buon Pastore andò a cercare dopo aver ricoverato le altre, tutti quel figlio prodigo che il Padre buono riaccolse pentito nella sua casa.
E’ la perseveranza nel peccato, la sordità all’amore, che la sua Giustizia punisce, come i vignaioli una, due, tre volte assassini.
Ora, smaltita la sbornia delle feste e della gioia, dovremo programmare un paio di pellegrinaggi, per abbracciare tutti coloro che ci sono stati vicini in questi mesi di smarrimento, di incapacità a comprendere l’accanimento probatico, il perché di una vita data e minacciata.
E comincio subito… quante volte ho trovato conforto proprio qui con voi, ai quali potevo liberamente esprimere i miei dubbi, le mie perplessità, le mie incertezze, le mie speranze, lontano da occhi che non dovevano vedere, da orecchi che non dovevano sentire…
Ecco, quel versetto biblico che mi rimbombava nel cervello qualche mese fa ‘… il Signore dà, il Signore toglie’ si è convertito nell’altro del vecchio Simeone che, durante la presentazione al tempio di Gesù bambino esclamò ‘adesso, Signore, che ho contemplato la tua salvezza… ‘.
La felicità che, come sopra il linguaggio, spesso si manifesta in espressioni contraddittorie, sta ora tentando di affogare la tastiera, posta proprio sotto i miei occhi.
Sarà bene finirla qui e vedere, in seguito, se riuscirò a concentrarmi su altri argomenti da proporre.
Quello che vi propongo oggi sono ancora i nostri auguri che, da parte mia e di Manuela, Stefano, Simona e Marco, vi fanno Silvia e Alessio, insieme all’invito, allo scoccare della fatidica mezzanotte del 31, a recitare tutti insieme un Gloria Patri per la nostra carissima Luna e il suo dolcissimo papà, affinché il Signore dell’amore e della vita ascolti ed esaudisca le loro preghiere, mi è stato finalmente assicurato,… spudorate.

Giorgio.

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Auguri innocenti

24 Dicembre 2005 39 commenti

Carissimi amici, con piacere antico, ho la gioia di augurarvi un santo Natale e un felice nuovo anno: quello vecchio, però, non lo ripongo ancora, non solo perché è in corso (e hai visto mai, qualche colpo di coda… ), ma anche perchè mi ha regalato il secondo nipotino, Alessio, nato il 7 dicembre, davvero un prelibato anticipo del Bambinello.

Come forse qualcuno ricorderà, ai primi dello scorso mese di settembre i superstiti del 39° A.U.C. di Maddaloni si sono incontrati nella stessa Scuola di Commissariato e Amministrazione Militare a 40 anni esatti dal corso.

Un successo entusiasmante, sopra celebrato con ben tre post.

Mi piace, ora, ricordare le splendide parole di Piercarlo de’ Ghislanzoni che, appena finita la raccolta del riso, l’8 ottobre scorso, ha rivolto a noi tutti, suoi ex commilitoni, un messaggio fraterno nel quale si legge, tra l’altro “… ripenso spesso ai momenti trascorsi insieme a Maddaloni. E’ stato un momento magico: la riscoperta di antiche amicizie, rese più vive e sincere dalla consapevolezza di un’intera vita trascorsa tra il lontano 1965 ed oggi. Allora eravamo giovani, impazienti di affrontare la vita in tutti i suoi aspetti (lavoro, famiglia, figli). Oggi, quarant’anni dopo, siamo però in grado di apprezzare di più e meglio molti valori, tra i quali l’amicizia, riscoperta come d’incanto tra noi”.

Lo trovo un magnifico voto augurale, piacevolmente sovrapponibile nel nostro ambiente virtuale, spesso intriso di affettuosa spiritualità e particolarmente adatto a questo clima natalizio.

Gli auguri più belli e innocenti ve li porgono, infine, le mie perle: la mia dolcissima Silvia, con in braccio il suo fratellino Alessio, nella foto qui sotto, appena dimagrita dal solito, impareggiabile zio Click degli oltre 200 kb di troppo (‘mmazza quanto magnano ‘ste foto!).
Foto poi eliminata (05.01.06).

Giorgio.

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Le nostre 5 stranezze…

22 Dicembre 2005 23 commenti


Raccolgo anch’io il testimone dalla dolcezza fatta donna e poi blogger poetessa… sì, è proprio un “copia/incolla” da Gio (all’occorrenza, linkata qui accanto), che ho derubato della foto nell’incertezza che sia quella “di scena”.
Le regole:
scrivere le cinque cose più strane che si fanno, scegliere cinque bloggers ai quali passare il testimone, avvertirli con la dicitura “Sei stato scelto”, nel loro blog.

Le mie 5 cose strane:

- metto i piedi giù dal letto quasi mai prima delle 9;

- prima ancora di fare colazione apro la posta e il blog e formulo e invio le risposte;

- nell’arco della giornata coltivo le mie fissazioni tendenti a liberare, in generale, spazio in piano;

- risalgo la stradina consortile che dà accesso alla mia casetta di campagna, ripulendola di tutte le immondizie che l’inciviltà dei trasportati dalle vetture transitanti sulla provinciale a monte vi getta, immondizie che getto, a mia volta, all’interno delle rispettive proprietà;

- pulisco il camino della cucina dalla cenere che man mano si produce anche durante la fiamma soffiando nell’attizzatoio e sollevando nuvole di polvere.

Ma come già sono 5? E tutte le altre? At the next.

Passo il testimone a (mi dispiace, ma meno non mi è proprio possibile):

Angela
Anna
Berardo
Bimba
Click
Mela
Michelle
Piz

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La realtà virtuale

15 Dicembre 2005 27 commenti


Bighellonando in giro per il blog di Berardo (bera05), guardavo la foto dello scolapasta, del quale mi stavo divertendo a cercare il buchino centrale. Ho perfino preso un righello per la conferma documentata di quello che mi sembrava di avere individuato: era proprio quello, ci ho spinto sopra con l’indice, che poi ho ritirato sorridendo per vedere se c’era rimasto il classico effetto da compressione, bianco al confine, in questo caso tondo, rosso all’interno, che svanisce in pochi istanti…
Solo in quel momento mi sono reso conto che avevo scambiato il centro dello scolapasta con il centro della foto.
E allora mi sono anche sorpreso a fare una riflessione, tipica proprio del mio ospite, maestro, tra l?altro, nel trarre dalla materia e dall’osservazione delle cose inanimate in generale, regole ed esperienze di vita.
Come queste cose, in altre parole, anche noi, i nostri pensieri, il nostro bagaglio psicologico e spirituale, astratti dal complesso e dal contesto, assumiamo un aspetto diverso, un contenuto particolare, non necessariamente corrispondenti alla realtà, proprio come quelle foto, ad esempio, scattate da mani inesperte, che ci tagliano braccia, gambe, addirittura la testa, oppure quelle frasi, quei pensieri che assumono significati diversi da quelli che avrebbero se inquadrati nella loro versione originale e integrale… Altro è che si riferisca che io ho detto ?è vietato parlare con i neri?, in luogo dell?intera frase ?sono passato davanti a un portone dove c?era un cartello con su scritto è vietato parlare con i neri?. Il razzista non sono io, che anzi lo denuncio, ma colui che ha apposto il cartello.
Come è possibile sottrarsi all?inganno, alle mistificazioni della realtà virtuale?
Ma soprattutto, anche questi nostri articoli, i nostri messaggi, i nostri commenti, sono affetti da questi virus?
In caso positivo, cosa possiamo fare per evitarli, per prevenirli, senza essere costretti a ritornare sui nostri scritti, sulle nostre idee, a doverli precisare, su richiesta dei nostri amici ai quali dobbiamo premettere di essere stati fraintesi, come un berluscone qualsiasi…

Ecco, mi sembra che i primi messaggi ricevuti in proposito tendano a confermare le perplessità che sono a fondamento di questo post. Nel ringraziare la tempestività di Mela, di Click e di Piz, traggo spunto dai loro commenti per qualche precisazione.
E’ intento di fondo di queste riflessioni confrontare le immagini parziali della nostra vita: in quella naturale la parzialità in senso proprio come, nel caso della foto di Berardo, la ripresa di un particolare che ne minaccia la comprensione, fino a scambiare il centro della foto con quello dello scolapasta; in quella virtuale la mancanza del contatto fisico, degli occhi negli occhi, dell’ascoltare le inflessioni della voce, la richiesta di spiegazioni con il chiarimento immediato. E proprio in quest’ultima realtà virtuale, la mia domanda implicita riguarda la possibilità di prevenire i fraintendimenti, forse un invito a ciascuno di noi, a me per primo, spesso involuto e prolisso, a essere più chiari, più diretti, meno… omertosi con se stessi.
Quante volte vogliamo dire e non dire, sottrarci alla responsabilità di aver detto una certa cosa per primi… ecco, avere meno rispetto per noi stessi e più rispetto per gli altri, che in fondo, in questo strumento virtuale, cercano un confronto, ma spesso anche un’evasione.
Lo scopo sarebbe quello di avvicinare le due realtà, le due esperienze di vita, rendere la virtuale (sempre che interessi) un po’ più… naturale.
Spero di essere riuscito a completare il mio pensiero e il conseguente messaggio.

Giorgio.

P.S.: Oh, non mi abbandonate il post precedente… realtà virtuale o no, sembra proprio che Alessio oggi venga a casa.

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Salve… sono Alessio

8 Dicembre 2005 64 commenti

Vi sembra che io stia dormendo, ma vi tengo d?occhio, eh… non cominciamo con “ma non sembra che c’ha un giorno solo”, “guarda quanto sembra grande” e altre amenità di questo genere: sono molto giovane, ma apprezzato, come dice la pubblicità “… perché io valgo… “.
Ringrazio quell’adorabile collega che mi ha tenuto il posto in caldo, mentre mio zio Click (sì proprio lui, il papà di Lorenzo, presto anche lui su questi schermi… oh, sbrigati, ché dalla metà di gennaio si ricomincia a giocare insieme!), riduceva la dimensione, ieri sera troppo pesante (oltre 250 KB), che quell?incapace di mio nonno, non riusciva a comprimere. Grazie zio, hai fatto un lavoro splendido, mi hai perfino illuminato.
Vi saluto oggi, che è anche giorno di festa e c’ho più audience. Ciao e grazie a tutti. Vi auguro un ottimo ponte dell’Immacolata [anvèdi oh, è proprio vero che 'sti regazzìni nàscheno 'mparàti, e pùro ?n po? ?mpunìti. Questo m?ha chiuso drent?a ?na parèntisi? aoh, sciao a tutti, eh! Giorgio].

Aggiornamento delle h. 17:55 di domenica 11 dicembre 2005
Non c’è stato nessun contatto, né oculare, né tattile. Il reparto è troppo frequentato da tesorini in osservazione, che avrebbero avuto diritto di venire in contatto con due parenti, ovviamente oltre papà e mamma, a testina: al fine di preservare la sterilità dell’ambiente la visita, oggi, è stata, per giusta precauzione, annullata… se ne riparlerà domenica prossima quando, se Dio vuole, Alessio sarà a casa. Mi dice il suo papà che si è ulteriormente arrotondato (già che granché spigoloso non era neanche prima) e che sta rapidamente recuperando il calo fisiologico (inferiore al consueto, ricordo 200 gr., lui 175) a botte di ciucciate sempre più convinte (alle 12 di oggi 90 gr. contro i 40 canonici).
A quando lo avrò visto e, chissà… addirittura toccato (me sò allargato troppo, eh… ).

II Aggiornamento delle 15:45 di giovedì 15 dicembre 2005. Alessio è entrato dentro casa sua… sì quella dove abitiamo anche noi, accolto da una Silvia entusiasta, irrefrenabile, che gli ha messo nella carrozzina, uno alla volta, tutti i suoi giocattoli, compresa l’inseparabile Mishina, orsacchiottina in scala di Misha, orsacchiotta della sua mamma. Non lo ha ancora allattato, ma basta avere pazienza.
Certo, stiamo tutti in campana…
Ohibò, è arrivato Stefano. Vado giù anch’io… a presto.

La foto è stata eliminata in data 05.01.06.

Giorgio.

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Tutto bene… Alessio c’è

7 Dicembre 2005 23 commenti


Se Dio vuole Alessio è nato. Ti ringrazio Signore.
E’ nato spontaneamente, naturalmente. La mamma sta bene, lui meglio.
… godi fanciullo mio, stato soave, stagion lieta è codesta…
E’ nato, alle 13:45, un abbacchietto di kg. 3,670.
Avevo immaginato una quantità di cose da dire, un’enfasi diversa… forse erano di circostanza, chissà. Forse certi eventi ti fanno andare al pratico, a quello che davvero conta nella vita.
Chiuso nella mia gioia, con Silvia che non sa niente… glielo dirà il papà quando viene a casa, me lo ripeto davanti allo specchio, in attesa che intanto dal policlinico torni Manuela.
Sono, come si dice, stanco, ma felice, molto felice. La vita richiede ruoli diversi e dobbiamo essere pronti a interpretare quello che ci tocca nella consapevolezza che tutti contribuiscono all’equilibrio generale della rappresentazione. Qualcuno la deve recitare quella parte, sennò lo spettacolo non va in scena… e noi, invece, ci teniamo, se non a interpretarlo, almeno, poi, a guardarlo o, come diciamo qui, “a vedèllo”.
Bene fratelli e amici, confessionali e meno, vi sono grato della vostra vicinanza che è stata, ed è, in questo momento di gioiosa solitudine, motivo di vita. Chi vuole, continui a pregare con me per tutte quelle cose rimaste in sospeso e che dovranno essere investigate appena possibile (l’adenocarcinoma cistico asportato, il citomegalovirus in grado di operare fino alla scadenza dei prossimi due anni… ).
Oggi godiamoci questa splendida notizia e ringraziamo il Padre: Egli che ci ha condotto finquì, continuerà ad assisterci e ad accompagnarci fin dove ciascuno di noi dovrà arrivare.
Spero di tornare… ora non saprei cosa dire.
Qui sotto, un saluto dal bambinello Alessio (forse un po’ grandino) e buone feste a tutti.
“Grazie, grazie a voi tutti di essere stati vicini a ‘sto sciroccato di mio nonno. Alessio”.
Vi abbraccio.

Giorgio.

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